Commissione sui diritti prova di civilta

Commissione sui diritti, prova di civiltà

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

Ora o mai più. Non può più essere rimandato, a gennaio sarà in aula il ddl per creare una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani: lo attendevamo da moltissimo tempo. Che si realizzi è fondamentale, se dovesse nuovamente fallire significherebbe che la democrazia italiana ha scelto di rinunciare al senso stesso del suo esistere: creare e presidiare diritti.
Perché istituire una commissione nazionale indipendente sui diritti umani? Perché è una questione vitale per la qualità della vita del nostro Paese, perché senza di essa non avremo mai risposte ufficiali sulla situazione dei diritti del nostro Paese che oggi riusciamo, con molti sforzi, a vedere monitorata dalla generosità di diverse associazioni che osservano e studiano, denunciano e segnalano.
Una commissione indipendente osserverebbe non solo come sono gestite le carceri, come vengono trattate le questioni in materia di migranti ma potrebbe intervenire sui tempi della giustizia che quando si allungano oltre ogni ragione sono una piena violazione dei diritti umani, del diritto di essere giudicato in tempi razionali. La Commissione potrà valutare come gli algoritmi manipolino e violino i diritti camuffandosi da neutrali percorsi commerciali, potrà valutare come nei media vengono sistematicamente vessate minoranze e violati diritti in nome del gusto del mercato.
Eppure siamo in grande, enorme ritardo, questa commissione avrebbe dovuto essere istituita trent’anni fa. L’Italia si impegnò dal dicembre del 1993 con l’assemblea generale delle Nazioni Unite ad istituire una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani ma non è mai stata realizzata. In questi quasi trent’anni c’è sempre stata una scusa per non istituirla: altre priorità, non è necessaria, è una questione solo di forma ma di poca sostanza, le solite motivazioni superficiali e furbe.

In realtà questa commissione – secondo le direttive Onu – assumerebbe un significato determinante sia nell’assistenza alle vittime di violazione dei diritti umani sia nella capacità di vigilare sulle leggi in materia di diritti civili e sui comportamenti delle aziende e delle istituzioni su discriminazioni e intolleranze.
114 Paesi si sono adeguati alla direttiva nelle Nazioni Unite non l’Italia. Non sempre il meccanismo ha funzionato: ultimo esempio la Francia, dove esiste questa commissione che però non è bastata ad incalzare la politica così da fermare la decisione di dare la Legion d’onore ad Al Sisi, che arresta e tortura dissidenti in Egitto, o a impedire di vendere armi o ad avere rapporti commerciali importanti con Stati che violano i diritti civili.
Detto ciò una commissione indipendente è “unica condizione” per impedire che l’ombra e il silenzio calino sui diritti violati, dato che “condizione unica” perché i poteri (di qualsiasi orientamento politico) compromettano i diritti è proprio l’ombra. Nessuna istituzione si proclamerà contro i diritti umani, nessuna, per questo deve esserci un organismo indipendente che vada a scoprire le violazioni ed assista gli abusati.
Il presidente della Camera Fico si è impegnato a portare in aula il ddl sostenuto dal Pd e dal M5S: che questo gennaio porti la Commissione nazionale indipendente sui diritti umani, dopo trent’anni, sarebbe la più bella notizia per i diritti umani nel nostro Paese.



Go to Source