Como al clochard che vive sotto i portici 400 euro di multa per essersi allontanato dal suo domicilio senza un perche

Como, al clochard che vive sotto i portici 400 euro di multa per essersi allontanato dal suo domicilio senza un perché

La Republica News
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Un senzatetto che riceve una multa di 400 euro per essersi allontanato dal proprio domicilio durante il lockdown: è successo a Como, dove il 63enne Pasquale Giudice è stato trovato in strada dalle forze dell’ordine alle 21.05 “senza essere in grado di motivare lo spostamento dal suo domicilio, residenza o abitazione” come si legge nel verbale. Peccato però che lui da dieci anni abbia un vero e proprio domicilio solo sulla carta, dato che considera casa sua i portici del liceo Volta. Era tra i senzatetto conosciuti e seguiti anche da don Roberto Malgesini.Como: l’assessora toglie la coperta al clochard e la butta via

A denunciare l’accaduto è Mattia de Marco dei Giovani Democratici di Como: “Le restrizioni anti Covid in questo caso sono state applicate alla lettera. Questa vicenda è l’ennesimo sviluppo di una situazione, quella dei senzatetto comaschi, che arriva oggi a un picco drammatico e paradossale”. Per molti comaschi che vivono e lavorano in zona Pasquale è ormai una presenza fissa, che chiede l’elemosina fuori dalla libreria Feltrinelli di via Cantù mostrando ai passanti il cartello su cui ha condensato la storia della sua vita. “Sono rimasto senza lavoro e senza casa. Sono per la strada senza aiuti – vi si legge – Mi sono ammalato di tumore e sono rimasto da solo. Ho girato e cercato, senza fortuna”.
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Secondo Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, “è ridicolo e crudele che si punisca qualcuno perché non ha un domicilio nel quale rientrare. Chiedo al questore di Como di ritirare la multa, non solo perché nella pratica ammonta a una somma impossibile da pagare per chi è già in una condizione di grave indigenza, ma perché rischia di rafforzare l’impressione che Como e le sue istituzioni non abbiano pietà per i poveri in un momento così difficile”.
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Oltre all’annullamento della sanzione, il Pd chiede alla giunta comunale un impegno “perché episodi del genere non si ripetano più – continua Orsenigo – Si deve aprire un dormitorio permanente, ma anche pensare a percorsi di reintroduzione in società che siano davvero strutturati e funzionali per offrire a chi vive per strada un’alternativa valida oltre a un pasto e un tetto nei mesi più freddi”.
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