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Comunali a Milano, il sondaggio: l’unico candidato testa a testa con Beppe Sala sarebbe Gabriele Albertini. Ma lui non vuole

La Republica News
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In una corsa che, se davvero il voto delle elezioni amministrative verrà spostato dalla tarda primavera all’autunno, rischia di trasformarsi in una maratona, l’unico ufficialmente in campo continua a essere lui: Beppe Sala. Il centrodestra è ancora alla ricerca del suo campione. Ma, sfogliando i nomi che la stessa coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ha immaginato di incoronare, il solo che sembrerebbe in grado di riconquistare Palazzo Marino in una sfida con il sindaco uscente sarebbe Gabriele Albertini. Più fantapolitica che un’ipotesi concreta al momento, visto l’ex sindaco di Milano esclude di poter tornare anche soltanto a immaginare di battersi una terza volta e a distanza di 15 anni per indossare la fascia tricolore. Ma il dato è lì, un nuovo elemento che potrà far riflettere entrambi gli schieramenti. E dice che, in un eventuale ballottaggio, Albertini batterebbe Sala 51 a 49.

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E’ il principale risultato di un sondaggio fatto dalla società Eumetra che, tra il 16 e il 20 febbraio, ha intervistato un campione di mille milanesi rappresentativi per genere, età e Municipio di residenza. Un’analisi che parte dal presente e dal giudizio sull’operato di Sala – il 62 per cento esprime una valutazione positiva tra il 6 e il 10, voto medio: 5,8 – e sui cinque anni della sua amministrazione – per guardare al prossimo futuro. La domanda delle domande: chi è in grado di impensierire il centrosinistra in quella che da Pisapia in poi è diventata la sua roccaforte in terra leghista? Secondo il sondaggio, appunto, solo Albertini forte anche della sua notorietà “orizzontale” e “distribuita” tra tutte le età: lo conosce l’88 per cento dei milanesi. E’ in questa sfida delle sfide tra sindaci riuscirebbe a sconfiggere Sala per due punti percentuali. Quasi un testa a testa.

Le percentuali si ribalterebbero invece in un ballottaggio tra Sala e Federica Olivares, la docente di Comunicazione di eventi culturali dell’università Cattolica ed editrice entrata nel totonomi dopo essere stata sondata da Forza Italia come candidata. In questo caso, sarebbe l’attuale sindaco a strappare la riconferma con il 51 per cento delle schede contro il 49 per cento della sua avversaria.

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Più difficile, invece, il tentativo di rimonta se il centrodestra dovesse affidare il compito a Roberto Rasia Dal Polo – il manager-comunicatore del gruppo Pellegrini spinto dalla Lega – o a un altro nome della rosa di Forza Italia come Simone Crolla, attuale consigliere delegato della Camera di Commercio americana in Italia con un passato politico tra le fila degli azzurri. In entrambi i casi, Sala staccherebbe l’avversario di dieci punto e la cora di Milano finirebbe con la vittoria del centrosinistra per 55 a 45.  Per tutti, ecco il responso sulla notorietà, che va da un 33 per cento per Olivares a un 32 per cento di Rasia fino al 26 per cento di Crolla: la conoscenza “appare concentrata maggiormente tra gli uomini, under 45, con un titolo di studi alto e occupati”. 

Eumetra, però, è andata ancora più a fondo e ha cercato di capire in quali fasce dell’elettorato Albertini conquisterebbe più preferenze. L’ex sindaco guadagna più consensi tra gli over 45 (il 54 per cento), nel Municipio 2 – attualmente governato dalla Lega – e della Zona 8 e, ovviamente, verrebbe votato da un 89 per cento di milanesi di centrodestra e da un 11 per cento di centrosinistra. Sala, invece, è più forte tra i giovani (il 60 per cento di chi ha tra i 18 e i 24 anni), nel Municipio 5 sfiora il 70 per cento e, anche in questo caso, avrebbe il voto dell’89 per cento dei “suoi” e da un 11 per cento di elettori del campo avversario.

Altri elementi per il puzzle. Come le indicazioni più generali sul quadro politico, che suonano come un campanello d’allarme per l’attuale maggioranza. Il sondaggio disegna una città spaccata a metà: il 38 per cento voterebbe centrosinistra, il 37 per cento centrodestra, il 24 per cento non sa ancora. Alla domanda su quale sia il miglior lascito di Sala, invece, ecco che spiccano ambiente, aree verdi, internazionalizzazione, abbellimento, ma anche un non molto lusinghiero “nessun aspetto positivo”. Tra i punti peggiori del suo mandato: viabilità, parcheggi, piste ciclabili, e quel “Milano non si ferma” che all’inizio della pandemia attirò sul sindaco le critiche. La sfida, insomma, è appena iniziata. E, a maggior ragione se il centrodestra avrà più tempo per scegliere il suo candidato, non è ancora chiusa.    



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