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Comunali a Milano, l’ora della verità per l’Amleto Albertini e per il centrodestra che cerca il suo candidato sindaco

La Republica News
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Nel centrodestra è corsa contro il tempo per convincere Gabriele Albertini ad accettare la candidatura a sindaco contro Beppe Sala. Albertini tentenna e ieri ci sono volute ben tre telefonate di Silvio Berlusconi nel corso della giornata per rassicurarlo. Dopo che anche dal leader della Lega era arrivato un segnale di nervosismo. “Io ancora ci spero – ha spiegato ieri pomeriggio Matteo Salvini, che poi si è domandato – . Ma se Albertini e Bertolaso ricevono solo dei no? Intanto convinciamo Albertini a Milano e Bertolaso a Roma e poi parliamo di tutto il resto con gli alleati”. In serata, da fonti della Lega filtra una evidente preoccupazione. “Il 99 per cento dei milanesi che vogliono il cambiamento sperano che i partiti del centrodestra si muovano e scelgano subito Albertini, una candidatura indipendente e vincente”. Mentre le stesse fonti aggiungono che “perdite di tempo o litigi su altro non fanno il bene di una città che non merita altri anni di immobilismo di sinistra”.

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Per Fratelli d’Italia, interviene il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa per cercare di sgombrare il campo dagli equivoci. “Salvini non può certo riferirsi a noi – scandisce l’ex ministro – . Non abbiamo mai detto no ad Albertini come non abbiamo detto sì solo perché non è stato ancora convocato il tavolo sulle candidature. Sarebbe stato scortese nei confronti della rosa dei candidati che finora si sono detti disponibili. E perché annunciarlo fuori dai tavoli finirebbe per danneggiare il candidato”. Chiarita la posizione del partito di Giorgia Meloni, La Russa aggiunge: “Salvini convochi il tavolo e sono sicuro che in poco tempo troveremo l’accordo su tutte le candidature”. Anche da Arcore confermano che Berlusconi e Albertini “si stanno parlando” e che Forza Italia “resta speranzosa”. La senatrice berlusconiana Licia Ronzulli dichiara apertamente che “Milano ha bisogno di Albertini, lo ama e lo aspetta ancora”.

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L’ex sindaco dal 1997 al 2006 tiene il centrodestra sulla corda. Scherza su una vignetta opera di Attilio Busolin, alto dirigente di banca e disegnatore dilettante, che ritrae Albertini in preda a un dubbio amletico sotto la scritta “torno, non torno”. Corredata da un hashtag che lo definisce, non a caso, “Gabriele Amletini”. Ieri sera è stato relatore a una iniziativa sulla Brigata Ebraica organizzata dall’unione Democratica Amici d’Israele di cui è presidente onorario. Nel frattempo, sta preparando la risposta alla lettera aperta con cui Vittorio Feltri gli ha chiesto pubblicamente lo scorso 22 aprile di “ritornare a Palazzo Marino e di dargli una ripulita”. Sostenendo che “non c’è alcun cittadino che non abbia la testa sulle spalle che non ti rimpianga”. Invitandolo a “non esitare” e a “darci una mano a risollevarci dall’attuale grigiore”. Tra i più forti sostenitori di Albertini ci sarebbe anche “Cambiamo”. Il movimento fondato da Giovanni Toti considera l’ex sindaco capace di dare filo da torcere a Sala. Il deputato Guido Della Frera, ex Fi ora “totiano”, è tra quelli che più si starebbe spendendo per convincere il centrodestra a chiudere sull’ex europarlamentare. Mentre chi conosce bene Maurizio Lupi assicura che il presidente di Nci potrebbe valutare un suo impegno per Milano solo quando questa possibilità dovesse essere posta al tavolo nazionale del centrodestra e se ci fosse la convergenza di tutti. Resta comunque ancora da sciogliere anche il nodo su chi si accollerà i costi della campagna elettorale.

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