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Comunali a Milano, Salvini: “Chi dice no ad Albertini non vuole vincere. I tavoli servono per i pic nic”

La Republica News
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“Io il tavolo lo uso al Parco Sempione per fare il pic nic. Se c’è una persona come Albertini che ha rivoluzionato Milano e l’ha accompagnata al futuro e si mette a disposizione, in un secondo se qualcuno vuole bene a Milano e al centrodestra dice sì”: Matteo Salvini risponde così a distanza nello scontro interno al centrodestra per la scelta del candidato sindaco di Milano, l’uomo o la donna che dovrà sfidare il sindaco Sala nelle elezioni d’autunno. Non abbassa i toni, il segretario della Lega, accusato direttamente dai suoi alleati di coalizione di non aver ancora convocato un tavolo per discutere delle ipotesi, continuando invece a parlare dell’ex sindaco Gabriele Albertini come del candidato scelto (da lui).

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“Se qualcuno invece tira in ballo vecchie liti, vuol dire che non vuole vincere – ha aggiunto Salvini – Per me se Albertini è disposizione, è sì adesso, senza richieste, pretese, condizioni o imposizioni di partito. Questo faccio da milanese e da leader del centrodestra. Se qualcuno invece chiede tavoli o tavolini siamo messi male”.

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La tensione è soprattutto tra Lega e Fratelli d’Italia. Ancora ieri Salvini aveva ribadito che “con i no non si va da nessuna parte” e a chi gli ricordava che l’FdI Ignazio La Russa ha rivelato che Silvio Berlusconi preferirebbe candidare Maurizio Lupi, il leader della Lega risponde: “Io parlo con Albertini. Avrebbe il vantaggio di avere già fatto il sindaco”. Una frase che ha provocato la reazione di Daniela Santanché, la coordinatrice regionale del partito. “Salvini può rivolgere il no a se stesso. È lui che non convoca il tavolo con Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Finché non lo fa la situazione resta in stallo. Per noi non è una questione di merito, ma di metodo. Facciamo tutti parte dell’alleanza di centrodestra. Se Salvini vuole avere il ruolo di leader, alzi il telefono e riunisca il tavolo. Ci sono i candidati sindaci di tante città importanti da decidere”.

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Nel frattempo Albertini aspetta che “il centrodestra si metta d’accordo” al suo interno, dopo aver verificato se le resistenze della sua famiglia a una nuova candidatura sono superabili, visto che lo stesso Albertini ha confidato a un amico: “Non potrei mai infliggere una sofferenza insopportabile alla mia famiglia”.



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