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Comunali, a Varese Galimberti ci riprova: nell’ex feudo leghista la grande alleanza Pd-Iv-M5S contro Maroni

La Republica News
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MILANO – A Varese nacque la Lega Lombarda poi diventata Lega Nord, vennero eletti i primi ‘borgomastro’ – come il Carroccio delle origini chiamava i propri sindaci – e per due legislature l’ha guidata l’attuale presidente di Regione Attilio Fontana. Ma da cinque anni invece governa il centrosinistra con Davide Galimberti che ora tenta uno storico bis nel fortino lumbard. Stavolta si ripresenta contro un avversario di peso, l’ex molte cose Roberto Maroni. Per rivincere, la sua coalizione si è allargata: dal Pd ai 5 Stelle, con dentro Italia Viva, verdi e sinistra, socialisti, +Europa e liste civiche.

Come si fa a organizzare questa ‘grande coalizione’ sin dal primo turno?
“C’è una condivisione su un manifesto di intenti e di valori che accomunano queste forze politiche e civiche e ha una valenza locale. Iv da una parte è già in giunta con me, con il M5S locale dialoghiamo fin da quando erano al governo con la Lega. Ci teniamo alla continuità con la buona amministrazione di questi anni”.

Mettere tutti i vari soggetti attorno ad un tavolo è stato facile?
“Devo dire di sì perché la dimensione locale aiuta e i temi nazionali non hanno impatto, la visione è prettamente locale”.

Che lei sappia i 5 Stelle hanno dovuto consultarsi con i vertici nazionali?
“Devo essere sincero, non lo so”.

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Contro di lei si candida un uomo di peso della Lega, pensa che questo complichi le cose?
“Noi siamo pronti a proseguire al lavoro in netta alternativa all’immobilismo leghista di questi anni, nella convinzione che la città non voglia guardare al passato. Il fatto che la Lega abbia deciso di candidare il personaggio tra i più noti a livello nazionale è il segno che c’è stata una buona amministrazione e che la favola e la tradizione di Varese fortino della Lega è finito, questo ci conforta moltissimo”.

In altre città invece l’accordo tra centrosinistra e M5S sembra lontano, vedi ad esempio Milano, lei che consigli dà, al netto delle differenze di ogni territorio?
“Nelle elezioni amministrative conta il clima del singolo Comune che va al voto, però soprattutto in questo momento dove a livello nazionale c’è un governo ampio e con un buon gradimento dei cittadini e visto ciò che ci aspetta con i fondi del recovery da gestire, è fondamentale tenere insieme al meglio persone e sensbilità diverse, con forze civiche e politiche che attraverso la figura del sindaco acquisiscano a loro volta credibilità. Saranno per tutti elezioni che avranno come temi la riprese e la ripartenza, ma poi andrà consolidata e il fatto che ci sia condivisione è un valore”.

A Varese da inizio pandemia ci sono stati 400 morti e la seconda ondata in autunno per voi è stata molto pesante. Cosa ne pensa della decisione di riaprire, gradualmente, le attività?
“Indubbiamente non era più sostenibile tenere chiuse alcune attività, penso soprattutto a quelle legate alla cultura e allo sport. Ritengo quindi sia una buona notizia ma ovviamente va fatto con il dovuto monitoraggio secondo le indicazioni della scienza”.



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