Comunali Bologna, Cathy La Torre. “Basta con i seggi divisi uomini-donne. I trans umiliati alle urne”

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“Basta con al divisione dei seggi uomini-donne. E con l’identificazione della donna anche con il cognome del marito”. Cathy La Torre, ex consigliera comunale di Sel, avvocatessa dei diritti civili, torna a denunciare la discriminazione di genere ai seggi. Una sua vecchia battaglia che ad ogni voto viene rilanciata.

In Instagram il suo post, pubblicato dopo essere andata a votare e già virale, spiega le ragioni della denuncia: “C’è il registro delle liste elettorali rosa per le donne e azzurro per gli uomini! E poi c’è una legge del 1947, mai abrogata, che stabilisce che nelle liste elettorali la donna sia identificata anche con il cognome del marito – scrive Cathy La Torre – Perciò accanto al cognome di un donna sposata e persino di una divorziata c’è il cognome del marito (o dell’ex marito). E poi ci sono le file divise in Donne e Uomini, e migliaia di persone trans costrette a stare in una fila che diversa dal loro genere vissuto e dunque costrette a far sapere a tutti i presenti che sono persone trans. E se chiedi ma perché? La risposta è la stessa: “è sempre stato così”.

L’attivista lancia la sua proposta: “Elenchi elettorali divisi in base alle lettere dell’alfabeto: A-L, M-Z. E via il cognome del marito accanto a quello della donna, perché se per riconoscere un uomo basta il suo documento di identità, basta anche per una donna”. Sarà anche poco, conclude, “inezie”, ma “sentirsi umiliati non è mai un’inezia”. Da avvocata Cathy La Torre promette battaglia, così come aveva fatto le per Europee amaggio 2019: “Non sono una donna sposata e non sono una persona trans, dunque non posso far causa allo Stato per aver violato la mia di privacy. Ma sono una avvocata e posso sostenere una battaglia che dica, anche legalmente, adesso basta”.

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