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Comunali, Letta: “Alleanza al secondo turno con il Movimento Cinque Stelle”

La Republica News
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ROMA – “Parigi mi manca perché per me vuol dire soprattutto gli studenti, perché sono stati sei anni bellissimi. Sapere come ci vede, come ci guarda un giovane studente sudafricano per me è interessante e mi manca tantissimo, ma non sono ancora pentito di essere tornato”. Enrico Letta confessa al direttore de La Stampa Massimo Giannini che lo intervista sul sito durante “30 minuti al Massimo” una certa nostalgia per la capitale francese e l’insegnamento. Ma ha scelto di fare il segretario del Pd e deve fare i conti con la politica italiana e le grane che deve affrontare.

A partire dalle prossime elezioni comunali e dalla necessità di un’alleanza con i Movimento Cinque Stelle. Pena la sconfitta nelle urne e il trionfo nelle città chiamate al voto del centrodestra. Il segretario del Pd allora propone ai grillini la sua ricetta. ‘La differenza rispetto a Politiche e Regionali è che alle comunali c’è il doppio turno” ricorda. Dunque, spiega “al primo si possono fare scelte più identitarie”. Dopo però, “io vorrei che andassimo in tutti i comuni apparentati al secondo turno. A me questo sembra un obiettivo importante che dimostrerebbe che il percorso sta avendo buoni risultati”.

L’obiettivo sono sempre e comunque le Politiche del 2023, ma le prossime comunali sono un buon test per verificare la collaborazione con i grillini che il segretario dem, vede di lungo periodo.  “Al momento la collaborazione continua bene dentro al governo Draghi come è successo col governo Conte – spiega Letta – ma il confronto che finora c’è stato solo sull’azione deve diventare sul pensiero. Bisogna capire il livello di compatibilità, è un percorso, non si fa in un amen”.  Un percorso irreversibile?  “Nella vita non c’è niente di irreversibile: per adesso la strada che abbiamo tracciato è questa e ci crediamo”, conclude il leader del Pd.

“Non mi straccio le vesti se immediatamente non risolviamo tutti i problemi”, confessa però il segretario del Pd ricordando che “andranno al voto comuni che cinque anni fa hanno visto l’elezione di Appendino e Raggi, sindaci che hanno rappresentato una rottura forte. E allora il Pd aveva un ruolo di opposizione”.

Letta parla delle difficoltà che il suo partito sta incontrando nella scelta dei candidati in alcuni comuni. Bologna in testa. E indica la via di uscita delle primarie. Strumenti di partecipazione che “sono l’identità del nostro partito. E io sono anche fiero di coinvolgere nella scelta i cittadini – sottolinea -. La forza delle primarie è che sono una tappa fondamentale per l’approccio alle elezioni successive”.

E su Bologna dice: “Noi dobbiamo essere aperti a coalizioni larghe e vincenti. Isabella Conti viene dall’esperienza renziana. Dimostra che il mio è un atteggiamento pragmatico e aperto”. Avanti quindi nella costruzione dell’alleanza coi 5S. “Irreversibile? Nella vita non c’è niente di irreversibile – conclude -, per adesso la strada che abbiamo tracciato è questa. Ci crediamo”. Un percorso dove ha un ruolo fondamentale Giuseppe Conte.” È un percorso, lo si comincia a fare, con Conte le cose vanno molto bene”, sottolinea Letta.

Naturalmente durante l’intervista non mancano le domande sul Covid e su Matteo Salvini. “Attenti perché se si segue Salvini si richiude tra tre settimane e ci giochiamo l’estate. Se invece seguiamo una linea di prudenza e riaperture in sicurezza, l’estate può andare alla grande”, dice Letta. “Il messaggio dato sul coprifuoco è stato sbagliato, come se la questione oggi fosse un’ora in più o una in meno. Salvini ha parlato più delle 23 che del Pnrr, degli oltre 200 miliardi fondamentali per la ricostruzione del futuro. Penso sia un errore profondo, deve essere chiaro che l’obiettivo è l’uscita dalla pandemia grazie al completamento della campagna di vaccinazione ai fragili. Questo consentirà di fare un’estate che è il primo punto di ripartenza dal punto di vista economico”, conclude il segretario del Pd.

Letta critica anche l’atteggiamento di Salvini rispetto al governo. Noi non vogliamo farlo fuori dal governo, dice. Mi sembra sia Salvini che vuole fare fuori sé stesso. Per noi le regole d’ingaggio sono di grande rispetto reciproco, sarebbe irresponsabile chi, a casa nostra, si mettesse a fare giochini politici, non è il momento. È il momento di chiarezza e responsabilità”. Secondo il segretario dem, “dipende tutto da Salvini: se lui interpreta le regole con senso di responsabilità. Fino ad adesso non l’ha fatto, mi pare ci sia un non detto, un non chiarito”.

Infine, il segretario del Pd auspica che Mario Draghi rimanga a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura. “Io penso che questo governo deve durare per tutta la legislatura, deve avere respiro e polmoni lunghi”, dice Letta. Questo apre un problema per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E qui il segretario dem apre un nuovo scenario. “Per l’elezione del Presidente della Repubblica c’è tempo, sarà un passaggio cruciale come sempre è stato. Mi permetto di dire con un certo orgoglio che abbiamo avuto presidenti che sono stati decisivi per il nostro Paese. Quella elezione non l’abbiamo mai sbagliata. Una donna? Sarei felice, ma affronteremo questo tema al momento opportuno”. Anche perché, conclude, “c’è tempo fino a gennaio. Vedremo allora quale maggioranza ci sarà perché al momento non la vedo stabilissima”.



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