Comunali Napoli sindaco virtuale cercasi liniziativa di Citta di Partenope

Comunali Napoli: sindaco (virtuale) cercasi, l’iniziativa di ‘Città di Partenope’

Libero Quotidiano News
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11 dicembre 2020

Roma, 11 dic. (Adnkronos) – Sindaco di Napoli cercasi. Anche se soltanto virtuale. L’iniziativa è di Città di Partenope, una realtà presente sul web ma abitata da 9471 cittadini reali, con tanto di carta d’identità. Fondata dal pubblicitario Claudio Agrelli nel 2008, si è consolidata come progetto di responsabilità sociale capace di promuovere attraverso il senso civico l’immagine positiva di Napoli.
In vista delle prossime elezioni comunali, Città di Partenope intende dare spazio alle migliori idee e ai progetti più interessanti proposti dai propri cittadini. Al tal fine, sta avviando un contest in rete per fare emergere alcuni candidati sindaco del movimento civico, ovvero di quella parte di Napoli che ha a cuore la res publica e guarda con interesse ai dibattiti sulla politica locale pur non partecipandovi direttamente.
“Oggi è presente in città una parte di società civile avulsa da schieramenti e allergica a candidature, ma pronta ad offrire un contributo della città reale offrendo una visione alternativa ai veri attori della prossima campagna elettorale”, afferma Claudio Agrelli. “Proveremo a fare emergere dei semplici cittadini per influenzare la vera campagna elettorale”.
Una commissione di consultazione formata da professionisti e operatori della comunicazione selezionerà gli aventi diritto in base ad un regolamento, compilando una lista di potenziali candidati sindaco virtuali, ai quali però sarà proibito candidarsi alle amministrative di Napoli 2021. La stessa giuria decreterà poi il nome del sindaco di Partenope, prima che la reale competizione elettorale entri nel vivo.
“Si preannuncia un progetto di grande interesse e partecipazione – evidenzia Agrelli – L’obiettivo è di riavvicinare tanti cittadini, specialmente giovani, alla politica locale. Ricordiamo infatti che nel 2016 l’affluenza all’ultimo turno fu al minimo storico: il 36 per cento, vuol dire che due napoletani su tre scelsero di non votare”.



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