202143511 48257ab8 04f5 44a3 a5a5 7dbde249ce31

Con Abu Dhabi basta errori

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

202143511 48257ab8 04f5 44a3 a5a5 7dbde249ce31

L’Italia ha un problema nel Golfo: il rapporto con gli Emirati Arabi Uniti. La recente visita ad Abu Dhabi del ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio non è servita a sbloccare un’impasse che dura oramai da diversi mesi e che ha fatto precipitare al minimo storico le relazioni fra i due Paesi, con una drastica riduzione dell’interscambio economico e commerciale e con rapporti politici bilaterali praticamente congelati.

Tutto nasce alla fine del mese di gennaio di quest’anno, quando uno degli ultimi atti del secondo governo Conte fu quello di includere gli Emirati Arabi Uniti nella scelta di embargo militare nei confronti dell’Arabia Saudita per il suo coinvolgimento nella guerra in Yemen e per la grave crisi umanitaria provocata. Erano i giorni della “relazione speciale” di Matteo Renzi con Mohammed Bin Salman e il suo presunto “rinascimento saudita” e non c’è dubbio che la scelta di Conte fu un atto di politica estera fortemente condizionato dalla lente d’ingrandimento delle dinamiche della politica interna, anche in seguito alle forti pressioni del M5S.

L’errore vero di allora fu però quello di equiparare e porre sullo stesso piano Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il governo di Abu Dhabi era già da molti mesi disimpegnato dalle operazioni militari in Yemen, che hanno sempre visto una indiscussa leadership politica e militare saudita sul terreno. E il gelo delle relazioni bilaterali fra Italia ed Emirati sta producendo un impatto negativo sull’interscambio economico e commerciale con il rischio di annullamento di molte commesse e opportunità di sviluppo (Eni, Leonardo, le grandi imprese italiane coinvolte nei progetti infrastrutturali emiratini) e non sarà certo sufficiente la copia del David di Michelangelo esposta al padiglione italiano all’Expo di Dubai, a risollevare le sorti delle relazioni bilaterali. Ma ancora più grave per l’Italia è il rischio di perdere un alleato prezioso nella penisola arabica.

Gli Emirati Arabi Uniti di Mohammed Bin Zayed sono uno degli attori più interessanti non soltanto nel Golfo, ma nell’intero mondo islamico e rappresentano un interlocutore fondamentale per l’intero occidente. Grazie al governo di Abu Dhabi hanno visto la luce gli Accordi di Abramo che hanno portato, dopo anni di stallo, alla piena normalizzazione dei rapporti fra Israele e diversi stati arabi. Non c’è un solo dossier che non veda Abu Dhabi protagonista e strutturalmente contigua agli interessi dell’occidente: contenimento dell’Iran, libertà di circolazione marittima, contrasto al fondamentalismo jihadista, cambiamenti climatici.

Gli Emirati sono l’unico Paese del Golfo che ospita un contingente di militari italiani, è in costruzione la prima chiesa cattolica del Paese, un precedente innovativo per tutto il mondo islamico. Il governo italiano farebbe bene dunque ad uscire da questa impasse dando nuovo impulso alle relazioni bilaterali con Abu Dhabi, ripristinando la piena normalità delle relazioni bilaterali fra i due Paesi.



Go to Source