Conferenza migrazioni, Meloni lancia il ‘processo di Roma’: “L’immigrazione illegale danneggia tutti. Questo è l’inizio del dialogo tra pari”

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“È una iniziativa unica nel suo genere in cui credo fortemente, l’inizio di un percorso, che ci piace chiamare ‘processo di Roma’, che deve rafforzare il dialogo fra noi, ma anche essere aperto ad altri contributi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo i lavori della Conferenza Internazionale su sviluppo e migrazioni a Roma. “Spero che questa possa essere la prima di molte altre iniziative”, ha aggiunto Meloni.

“Quello che inauguriamo oggi  – ha continuato la premier – è soprattutto un dialogo tra pari, basato sul reciproco rispetto perché tra Europa e Mediterraneo allargato non può esserci un rapporto competitivo o conflittuale perché in realtà gli interessi sono molto più convergenti di quanto noi stessi riconosciamo”.

“Prima degli Stati ci sono le persone. – ha aggiunto – L’immigrazione illegale di massa danneggia tutti, escluse le organizzazioni criminali, che usano la loro forza anche contro gli Stati”.

“La nostra priorità – ha continuato – deve essere quella di rafforzare la forza cooperativa tra le nostre polizie e le autorità giudiziarie e delle nostre strutture di intelligence dei vari Stati. Dobbiamo occuparci delle imbarcazioni che sono sempre più inadeguate a fare le traversate. Lo scafista spesso è l’ultimo anello di una catena”

L’iniziativa

Alla conferenza organizzata su iniziativa della presidenza del Consiglio, che ha preso il via alla Farnesina prendono parte i leader di quasi tutti gli Stati della sponda Sud del Mediterraneo allargato, del Medio Oriente e del Golfo, gli Stati Ue di primo approdo e alcuni partner del Sahel e del Corno d’Africa, i vertici delle istituzioni europee e delle istituzioni finanziarie internazionali, di Organizzazioni Internazionali, nonché i vertici di numerose Agenzie delle Nazioni Unite.

Nel dettaglio sono presenti cinque Capi di Stato (Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Mauritania, Libia, Cipro), otto premier (Libia, Etiopia, Egitto, Malta, Giordania, Nigeria, Algeria, Libano), e otto ministri (Arabia Saudita, Marocco, Oman, Kuwait, Turchia, Grecia, Qatar, Bahrein). Presenti anche i vertici di organizzazioni internazionali, nonché i vertici di numerose agenzie delle Nazioni Unite.

Il governo italiano è presente compatto. Oltre alla premier che la presiede e al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che la ospita, alla conferenza partecipano in prima fila il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Al termine dei lavori è previsto un punto stampa del Presidente del Consiglio.

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