Conflitto Ucraina, 23 italiani bloccati a Mosca: “Alternative agli sgoccioli: un bus da San Pietroburgo per Tallin”

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Dubai, Istanbul, o Tallin in autobus da San Pietroburgo. Queste sono le opzioni di rientro in Italia dei 23 italiani rimasti bloccati a Mosca per la chiusura dello spazio aereo ai russi deciso dall’Unione europea. Tra loro ci sono lombardi, sardi, piemontesi. Erano tutti prenotati sui voli di oggi per Roma e Milano, della compagnia di bandiera russa Aeroflot.

Roberto La Forgia è di Bari. Ha vissuto a Mosca fino ad oggi, giorno già programmato del suo rientro definitivo in Italia. Dall’aeroporto Šeremet’evo ci racconta la sua giornata convulsa, simile a quella dei suoi connazionali provenienti da tutta Italia.

Roberto, quando ha saputo della chiusura?

“Ieri ho chiamato l’ambasciata. Mi hanno consigliato di rientrare domenica perché lunedì avrebbero chiuso lo spazio aereo. Sono arrivato in aeroporto ed è stato il caos”.

Aveva un biglietto Aeroflot?

“No, Lufthansa. Ma stanotte mi è arrivato un messaggio in cui mi comunicavano la cancellazione del volo per la chiusura dello spazio aereo”.

E che cosa ha fatto?

“Stamattina ho chiamato la nostra ambasciata che mi ha detto che per oggi non ci sarebbero stati problemi per ripartire. Lunedì, secondo loro, era il giorno più critico. Quindi ho prenotato nuovamente il volo con Aeroflot. Arrivato in aeroporto in tarda mattinata, la situazione è precipitata. Ed eccoci qui, accampati in aeroporto”.

Quali sono le opzioni di rientro?

“Via Dubai o via Istanbul. Ma sono in fila da ore e mi sembra di capire che i biglietti sono già finiti. Molti di noi sono già dentro al terminal. Rischio di dover passare una notte a Mosca ma la casa l’ho già lasciata”.

Ha provato a richiamare l’ambasciata?

“Certo. Mi hanno mandato un messaggio con l’indicazione di andare a San Pietroburgo da dove una compagnia estone di pullman organizza l’evacuazione degli stranieri a bordo di bus diretti a Tallin”.

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