Conte chiama Gino Strada per il ruolo di commissario anti Covid in Calabria

Conte chiama Gino Strada per il ruolo di commissario anti-Covid in Calabria

La Republica News
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Per giorni contatti e trattative sono state affidate ad ambasciatori, anche estranei ad ambienti di partito e di governo. Ma nel pomeriggio di oggi è stato il premier Giuseppe Conte in persona a sentire il fondatore di Emergency, Gino Strada per sondare la sua eventuale disponibilità per un impegno in Calabria. Una proposta fatta da tempo dalle Sardine che ne avevano invocato la nomina come responsabile regionale per l’emergenza Covid già nel marzo scorso. E rilanciata con forza pochi giorni fa con un’intervista di Jasmine Cristallo su Repubblica, dopo l’imbarazzante uscita di scena del commissario ad acta alla sanità, il generale Saverio Cotticelli, scivolato su un’imbarazzante intervista televisiva durante la quale ha “scoperto” di essere responsabile del piano Covid. Al fondatore di Emergency però il governo ha preferito il commissario degli ospedali di Catanzaro, Giuseppe Zuccatelli, manager sanitario con 52 anni di carriera alle spalle e uomo di Leu, anche lui inciampato in un vecchio video che lo mostra per nulla convinto dell’utilità delle mascherine nel contrasto alla diffusione della pandemia. Affermazioni smentite e che sono bastate al ministro Roberto Speranza, che quando lo scandalo è scoppiato lo ha difeso e blindato, aprendo però ad un “affiancamento” da parte di una “personalità di rilievo”. Non altrettanto convinti sembrano gli alleati di governo, che di certo non si sono spesi per difendere il manager sanitario romagnolo.l’intervista
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Al contrario, pezzi dei pentastellati con l’eurodeputata calabrese Laura Ferrara in testa, ne hanno pubblicamente chiesto la rimozione. Più cauto il senatore e presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che su Zuccatelli non si pronuncia, ma negli ultimi giorni si è convertito in uno dei più convinti alfieri della battaglia per il coinvolgimento di Gino Strada nella gestione della sanità calabrese. Un fronte che, quasi a sorpresa, ha coinvolto anche il viceministro Pierpaolo Sileri, un tempo fra i principali sponsor del generale Cotticelli, nominato ai tempi del governo giallo-verde e riconfermato dalla stessa maggioranza poco dopo l’approvazione del decreto Calabria. E il Pd? Per lo più si muove con i suoi esponenti locali, che “auspicano” un ruolo per Strada nella gestione dell’emergenza sanitaria in regione.Lontano dai riflettori però gli animi sono tutt’altro che pacifici. Nel governo c’è tensione. La necessaria nomina del commissario ad acta arriva dopo l’approvazione del decreto che ne rafforza i poteri ed esautora totalmente la Regione dalla gestione della sanità. Il governo – hanno spiegato fonti vicino al ministero della Sanità – pensava di avere tempo per ragionare su un generale cambio del management, ma l’imbarazzante scivolone del generale Cotticelli ha forzato i tempi e la nomina di Zuccatelli, sulla carta pensata come un segnale forte, autorevole e immediato, si è rivelata un boomerang. Per il governo, tornare sui propri passi in tempi così brevi è complicato, ma ampi settori del Pd sperano – se non premono – per uno “spontaneo” passo indietro del commissario appena nominato. Peccato – dicono i ben informati – che lui non ne abbia la benché minima intenzioni.Trincerato da giorni nel silenzio, al telefono con Repubblica questa mattina si è lasciato scappare “ho 52 anni di carriera, voglio essere giudicato per quello che faccio, non per quello che dico nel corso di una conversazione informale e a distanza di mesi viene riproposto”. Ma non sembra avere intenzione di scendere in dettaglio “questo è il momento dello sciacallaggio. Come si sente dire nei telefilm americani, qualsiasi cosa io dica potrebbe essere usata contro di me”.


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