Cop26, nuova bozza di accordo: la decarbonizzazione più lontana. Una corsa a ostacoli verso +1,5 °C

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9:00 –  Una nuova bozza di accordo

Arriva all’alba dell’ultimo giorno la nuova bozza di “cover decision”, il riassunto di copertina di quello che dovrebbe essere l’accordo finale di questa tormentata Cop26. Che la sollecitazione a uscire dal carbone a chiudere i sussidi ai combustibili fossili, invito contenuto nella prima bozza di due giorni fa, fosse uno degli ostacoli principali lo si era capito subito. E il testo diffuso questa mattina lo conferma ampiamente.

Il nuovo testo recita: ” (…) si invitano i Paesi ad accelerare l’eliminazione graduale delle centrali a carbone senza abbattimento di emissioni e dei sussidi inefficienti per i combustibili fossili”. L’introduzione di due sole parole, “unabated” e “inefficienti”, rispetto al testo proposto dalla presidenza britannica della Cop, ma che modificano radicalmente la portata dell’articolo. Con questa formulazione sarà possibile continuare a bruciare carbone, a patto però di ridurne in qualche modo il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Così come sarà possibile continuare a dare sussidi ai combustibili fossili (solo in Italia molti miliardi di euro all’anno) eliminando solo quelli inefficienti (dal nostro inviato Luca Fraioli)

8:30 – La chiusura del summit: una corsa verso +1,5 °C

Tutti pensano che si continuerà a trattare nella notte. Nella migliore delle ipotesi, si chiuderà sabato mattina (e bisogna vedere con quale accordo). Nella peggiore, come è già successo in altre Cop del passato, si potrebbe finire anche a domenica. I nodi politici non sono ancora sciolti: revisione degli impegni di decarbonizzazione entro la fine del 2022, mercato globale del carbonio (l’articolo 6 dell’Accordo di Parigi), trasparenza (le regole per comunicare i risultati di decarbonizzazione degli stati), Paris Rulebook (le regole per applicare l’Accordo del 2015 sul clima).

Ieri sono finiti i convegni e le giornate a tema, con le parate di vip, politici ed esperti. Oggi sarà soltanto una giornata di negoziati, lunga e difficile, con tecnici e ministri. Una corsa in salita e contro il tempo, per arrivare al traguardo ambizioso di 1,5 gradi. Il mondo guarda a Glasgow, per vedere se i suoi leader avranno il coraggio di salvarlo dalla crisi climatica.

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