Cop26, per un grado in più: gli scenari futuri in base all’aumento della temperatura

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GLASGOW – Che cosa succederebbe se la temperatura terrestre aumentasse in media di 1,5 gradi nei prossimi decenni? E di 2 gradi? O di 2,7 o persino oltre? Spoiler: il primo caso è l’unico sostenibile secondo l’Ipcc-Onu. Gli altri porterebbero presto un deterioramento della Terra e della sua vivibilità scatenando migrazioni, tensioni e catastrofi. Ecco i tre scenari.

1,5° – L’obiettivo: una speranza per il futuro

Che cosa succederebbe

Riguardo allo scioglimento dei ghiacciai, il livello del mare crescerebbe “solo” di 48 cm e, in media, ci sarebbero 19 giorni in più all’anno di caldo estremo. Il 17% della superficie terrestre sarebbe a rischio di piogge estreme. Ma ci sarebbe il tempo di sviluppare e migliorare le fonti di energia rinnovabile.

Che fare

L’aumento della temperatura potrebbe limitarsi a 1,5° a queste condizioni: taglio di emissioni globali entro il 2035 e azzeramento nel 2050, rispetto degli accordi di Parigi del 2015 e degli impegni della Cop26 su deforestazione, gas metano e le migliaia di miliardi di asset privati per la svolta verde.

Le trattative politiche

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2° – Il rischio: allarme migranti ed estinzioni

Che cosa succederebbe

Il livello delle acque crescerebbe di 56 centimetri e ci sarebbero circa 29 giorni di caldo estremo in più nel mondo all’anno e il 36% della superficie terrestre esposto a precipitazioni estreme. Le migrazioni crescerebbero sensibilmente, così come si triplicherebbe la tendenza attuale di specie animali e vegetali estinte.

Che fare

Scenario “intermedio” ma molto pericoloso, che potrebbe scatenarsi anche sulla base di quanto deciso sinora dalla Cop26 di Glasgow e da quella di Parigi. Il capo della Agenzia dell’energia Fatih Birol ha spiegato che se tutto venisse implementato si sarebbe a +1,8 gradi. Insomma bisogna fare ancora di più.

Le trattative politiche

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2,7° – La catastrofe: fame e deserti in mezzo mondo

Che cosa succederebbe

Il livello delle acque crescerebbe di oltre 65cm. Centinaia di milioni di persone sarebbero sfollate perché l’80% delle grandi città del mondo è sulla costa. Fame e desertificazione soprattutto in Africa causerebbero migrazioni incontrollate e molte specie animali scomparirebbero. Gravissimi danni a fauna e flora acquatica.

Che fare

Come rimarcato da più esperti prima e durante la Cop26, è importante agire immediatamente per limitare le emissioni e l’inquinamento provocato dai combustibili fossili perché di questo passo l’aumento della temperatura di 2,7 gradi potrebbe avvenire già entro la fine del secolo.

 

Le trattative politiche

Dal 2003, l’anno in cui è nata Greta Thunberg, la Cina è stata responsabile di due terzi dell’aumento di emissioni di CO2 nel mondo e del 93% dell’aumento di consumo di carbone. Oltre a uno sforzo congiunto internazionale, è chiaro che per evitare lo scenario peggiore la collaborazione della Cina è fondamentale.

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