Cop26, Sharma: “Nella notte mi aspetto testi quasi definitivi”. Greta Thunberg; “L’Onu dichiari l’emergenza globale sul clima”

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Mentre la bozza del documento finale di Cop26 è stata pubblicata e verrà esaminata dai governi, il focus della giornata a Glasgow è dedicato ai trasporti. Si parlerà di come arrivare al più presto ad un mercato delle auto completamente a zero emissioni. Ma si discuterà anche di come decarbonizzare i settori dei trasporti dove è più difficile tagliare le emissioni, cioè quello marittimo e quello aereo. Nella giornata verrà firmata la Clydebank Declaration per creare rotte decarbonizzate fra i porti. Rappresentanti delle case automobilistiche porteranno il loro impegno a produrre solo auto a zero emissioni entro il 2040.

17.13 – Sharma: “Nella notte ci aspettiamo testi quasi definitivi”

Il presidente della Cop26, Alok Sharma, ha riferito di aspettarsi la pubblicazione nella notte dei “testi quasi definitivi” su un accordo tra i Paesi partecipanti al vertice sul clima in corso a Glasgow. A quel punto, convocherà “di nuovo tutti i gruppi, i partiti e gli osservatori alle 11 domani in plenaria per ascoltare i punti di vista”.

16.55 – Sharma: “Voglio chiudere venerdì”

“Ho ancora l’intenzione di chiudere la Cop26 alla fine di venerdì. Tutti devono fare compromessi”, ha detto Alok Sharma, presidente della Cop26.

16.34 – L’Iran non siglerà gli accordi se restano le sanzioni

L’Iran non ratificherà l’Accordo di Parigi sul clima fino a quando resteranno in vigore le sanzioni decise nei confronti di Teheran. Lo ha dichiarato, citato dall’agenzia di stampa Irna, Ali Salajegheh, capo del Dipartimento per l’Ambiente iraniano. Anche “se l’Iran completasse il suo processo di adesione all’accordo di Parigi, non sarebbe in grado di attuarlo o di goderne i benefici a causa delle sanzioni. Come può quindi impegnarsi a rispettare questo trattato?”, dice Salajegheh.

15.09 –  Johnson: “Progressi significativi, ma c’è molto da fare”

“Tutti i Paesi, quasi 200 di loro, hanno fatto progressi significativi negli ultimi giorni ma c’è ancora molta strada da fare”, dice in un video postato su Twitter il premier britannico, Boris Johnson, arrivato al vertice della Cop26 a Glasgow.

12.34 – Oxfam delusa: “La bozza è debole”

Prime reazioni scettiche da parte di alcune delle ong impegnati sul fronte della tutela ambientale e della giustizia sociale nel mondo alle bozze di documento. Fra i primi a reagire c’è Oxfam, che in una nota denuncia il contenuto del testo come “debole” e insufficiente sull’ampiezza e la tempistica degli impegni previsti per il contenimento delle emissioni carboniche cui viene imputata la minaccia del surriscaldamento della Terra. “La bozza – taglia corto Oxfam – è troppo debole e fallisce nell’obiettivo di dare una risposta all’emergenza climatica che minaccia già ora milioni di persone costrette a vivere in una condizione di caldo senza precedenti e spinte verso un’ulteriore povertà”. Secondo l’ong, nel documento “manca un impegno chiaro e non ambiguo verso il traguardo di fissare non più tardi dell’anno prossimo una più ambiziosa riduzione dei target di riduzione delle emissioni previsti entro il 2030”.

12.00 – Anche sei case automobilistiche promettono di elminare i motori a diesel e benzina entro il 2040

Sei tra le maggiori case produttrici di automobili, oltre a 30 Paesi, regioni e proprietari di flotte, si sono impegnati a eliminare le auto con motore endotermico: l’accordo dovrebbe sostanzialmente segnare l’inizio della fine per i veicoli alimentati a benzina, diesel e gas entro il 2035 nei mercati-chiave e entro il 2040 nel resto del mondo. Dovrebbe aderire al patto un gruppo che insieme rappresenta quasi un quarto delle vendite a livello globale: la svedese Volvo, le statunitensi Ford Motor Co e General Motors Co, Mercedes-Benz, la cinese BYD e Jaguar Land Rover. Volvo si era già impegnata a produrre solo auto elettriche entro il 2030. Il fatto che comunque all’accordo non abbiano aderito la Cina, il più grande mercato automobilistico al mondo, e gli Stati Uniti, l’economia più importante e il secondo mercato automobilistico del pianeta, solleva dubbi sull’effettiva efficacia dell’intesa.

11.51 – “Siete in debito con noi”

(reuters)

Continuano le proteste a margine della Cop. Alcuni attivisti manifestano mostrando dei cartelli: “Siete in debito con noi” e ” I diritti umani non sono negoziabili”.

11.18 –  Ispra: “Nel 2020 in Italia +1.54 °C, quinto anno più caldo da 1961”

Mentre a scala globale sulla terraferma il 2020 è stato l’anno più caldo della serie storica – con un’anomalia di +1.44 °C rispetto al valore climatologico di riferimento 1961-1990 – in italia è stato il quinto anno più caldo dal 1961, registrando un’anomalia media di +1.54 °C. A partire dal 1985, le anomalie sono state sempre positive, a eccezione del 1991 e del 1996. Il 2020 è stato il ventiquattresimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto al valore normale; il decennio 2011-2020 è stato il più caldo dal 1961. Sono alcune informazioni estratte dal XVI rapporto ‘Gli indicatori del clima in italia’, Realizzato dall’ispra in collaborazione e con i dati del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e delle altre reti di osservazione presenti sul territorio nazionale, che illustra l’andamento del clima nel corso del 2020 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in italia.

11.01 – Greta. “Onu dichiari emergenza globale su clima”

Greta Thunberg e altri giovani attivisti hanno predisposto una petizione legale destinata all’Onu per chiedere al segretario generale, Antonio Guterres, di dichiarare formalmente il problema del surriscaldamento globale  come “emergenza climatica sistemica”. Lo riferisce The Guardian dopo aver preso visione del documento.

9.59 – Boris Johnson: “Fare il massimo per tenere il target su 1,5 gradi”

Fare il massimo per “agguantare” il target sul surriscaldamento terrestre non oltre il tetto di 1,5 gradi più dell’era pre-industriale. È l’appello di Boris Johnson, tornato a Glasgow. I negoziatori “sono agli ultimi metri, i più duri”, per cercare di “trasformare le promesse in azione sul cambiamento climatico… ma vi è ancora molto da fare”, ha ammesso il premier britannico: in gioco c’è più del destino “di qualunque singolo Paese”, occorre “unirsi per il pianeta”. “Abbiamo bisogno di eliminare tutti gli ostacoli se vogliamo mantenere l’obiettivo di agguantare gli 1,5 gradi”, il suo ultimo sprone.

9.17 – Il Regno Unito si impegna a far diventare tutto il trasporto pesante a emissioni zero entro il 2040

Tutti i nuovi veicoli pesanti nel Regno Unito saranno a zero emissioni entro il 2040: il governo britannico conferma l’impegno, combinato con l’eliminazione graduale nel 2030 di auto e furgoni a benzina e diesel. Il regno unito diventerà quindi “il primo paese al mondo a impegnarsi a eliminare gradualmente i nuovi veicoli pesanti non a zero emissioni che pesano 26 tonnellate o meno entro il 2035, e tutti i nuovi mezzi pesanti venduti nel regno unito saranno a zero emissioni entro il 2040”

8.49 –  La direttrice di Greenpeace: “Questo accordo non è all’altezza del momento”

Jennifer Morgan, la direttrice di Greenpeace International, ha twittato: “La nuova bozza pubblicata oggi non è un piano per risolvere la crisi climatica, è un accordo per tenere le dita incrociate e sperare per il meglio. È una richiesta educata ai Paesi perché facciano, possibilmente, di più l’anno prossimo. Questo non è abbastanza”.

“I negoziatori non dovrebbero nemmeno pensare di lasciare Glasgow finché non avranno raggiunto un accordo all’altezza del momento. Perché senza dubbio questo non lo è”.

I suoi tweet sono stati condivisi anche da Greta Thunberg.

8.18 – Greenpeace: “Bozza troppo debole”

L’accordo che è già stato ‘bollato’ dagli ambientalisti come “eccezionalmente debole”. Grenpeace ha notato che il documento non riconosce che i combustibili fossili sono la causa principe della crisi climatica e non si impegna in azioni tangibili per porre fine alla dipendenza globale da carbone, petrolio e gas. Il piano sollecita migliori piani climatici per il 2030 da presentare entro la fine del 2022 in modo da raggiungere 1,5  C di surriscaldamento del pianeta e chiede una più rapida eliminazione graduale dei sussidi al carbone e ai combustibili fossili.

7.28 – Pubblicata la bozza del documento finale

È stata pubblicata nella notte dall’Unfccc la bozza del documento finale della Cop26. Per la prima volta tutti i partecipanti si impegnano per rinunciare al carbone e ai sussidi per i combustibili fossili. Tuttavia non entrano nei dettagli. E sono vaghe anche le altri parti, come il riferimento all’innalzamento della temperatura, i soldi ai Paesi in via di sviluppo e il taglio delle emissioni.

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