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Coppia scomparsa a Bolzano, il corpo della donna trovato nell’Adige

La Republica News
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BOLZANO  – “Se non si abbassano le temperature dobbiamo abbassare il fiume”. Quarantotto ore fa, in una riunione operativa, gli investigatori e i coordinatori delle squadre che partecipano alle ricerche di Peter Neumair e di Laura Perselli hanno capito che per fare affiorare i corpi dei genitori di Benno bisognava ridurre il livello dell’Adige: lo hanno fatto, e le acque hanno restituito il primo cadavere. Quello della donna. I sommozzatori e i vigili del fuoco lo hanno ritrovato questa mattina tra San Floriano e Laghetti, a sud di Bolzano e segnatamente a Egna, paese subito dopo Ora. Un luogo, vedremo tra poco, che si incastra nel mosaico dell’inchiesta.

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Perché Benno Neumair, in carcere con l’accusa di avere ucciso e fatto sparire i due genitori scomparsi la sera del 4 gennaio scorso, la notte dei misteri la trascorre proprio a Ora: a casa dell’amica argentina Martina Alegre (indagata per favoreggiamento). Ma torniamo al ritrovamento di Laura Perselli. Arriva trentadue giorni dopo l’allarme che lo stesso Benno, e la zia Stefania, sorella di Laura, danno – è il 5 gennaio – ai carabinieri.

Le ricerche lungo l’Adige (agf)

Le ricerche dei due corpi

Da subito le ricerche dei genitori di Benno, unico indagato e unico sospettato, si concentrano soprattutto sul fiume Adige: in particolare nei pressi del ponte di Vadena vicino alla discarica Ischia-Frizzi. Perché è lì, a ridosso del parapetto di ferro del ponte, che i carabinieri del Ris trovano una traccia di sangue. Sangue del padre Peter Neumair. Dopo giorni e giorni di ispezioni, con l’impiego di decine di uomini, cani molecolari, droni, mezzi acquatici alcuni dei quali dotati di ecoscandaglio, oggi è saltato fuori il corpo di Laura Perselli. La chiave di svolta nelle ricerche? Avere abbassato il livello del fiume.

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La società idroelettrica altoatesina Alperia, vista la programmazione della produzione degli impianti in seguito a delle manutenzioni programmate, ha ridotto il deflusso delle dighe di Glorenza, Naturno, Tel e Marlengo, Lana e Brunico. Risultato: tra giovedì e oggi il livello delle acque dell’Adige si è ridotto di una trentina di centimetri. I militari dell’Arma hanno recintato l’intera zona del ritrovamento e bloccato gli accessi al ponte sull’Adige. Mentre il cadavere della madre di Benno veniva trasportato all’obitorio dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, i vigili del fuoco intensificato le ricerche in acqua nella zona del ritrovamento del corpo della donna. La speranza è quella di poter localizzare anche il corpo del marito Peter, magari prima che cali il buio.

Benno Neumair 

La ricostruzione dei delitti

Se la ricostruzione della Procura verrà confermata – come pare – è andata così: la sera del 4 gennaio Benno uccide i genitori, probabilmente nella casa di via Castel Roncolo a Bolzano. Poi trasporta i corpi fino al ponte Ischia-Frizzi. L’incrocio tra gli orari “scritti” nelle celle telefoniche e le immagini delle telecamere lungo la strada statale che da Bolzano scende verso Sud rivela che c’è un buco di quaranta minuti nel viaggio di Benno dalla casa di famiglia fino all’appartamento dell’amica Martina a Ora: ed è proprio in quella finestra di tempo “mancante” che il 30enne istruttore di fitness e supplente di matematica avrebbe gettato nel fiume i corpi dei genitori. Da qui la doppia pesante accusa che lo ha fatto finire in carcere: duplice omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere.

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La ricerca della verità

Il provvedimento di fermo era scattato dopo nuovi indizi emersi a carico di Benno: in primis il tentativo di contattare dei testimoni per sviare le indagini. La posizione dell’uomo si è progressivamente aggravata: e adesso il ritrovamento della madre a non molta distanza da Ora sembra chiudere ulteriormente il cerchio indiziario. “Voglio la verità, voglio sapere che cosa è successo quella sera”, ha detto a Repubblica Madè Neumair, sorella di Benno che, da subito, lei e anche gli altri parenti, non era apparsa sorpresa per l’avviso di garanzia comunicato al fratello. Va ricordato che la prima a preoccuparsi e a lanciare l’allarme è stata, nel pomeriggio del giorno successivo alla scomparsa, proprio Madè: non riusciva a contattare la mamma, con cui si sentiva tutti i giorni. Chiama il fratello e il fratello si presenta ai carabinieri. Benno ha riferito di non essersi accorto dell’assenza dei genitori perché aveva passato la serata e la notte di lunedì con un’amica. La ragazza ha confermato le dichiarazione del giovane. Mercoledì 6 gennaio mattina, scattano le ricerche sulle rive dell’Isarco e sul Renon, dove Laura e Peter vanno spesso per camminare e compiere escursioni. Ma i radar degli investigatori poi si dirigono sull’Adige, al ponte di Vadena a pochi metri dal Safety Park. E lì e giù a valle seguendo il corso d’acqua sono continuate e ancora continuano le ricerche. Intanto, sul fronte indagini: la giudice per le indagini preliminari Carla Scheidle ha deciso di incaricare come perito del caso Neumair il genetista Emiliano Giardina, dell’Università di Roma Tor Vergata, noto in tutta Italia per le sue perizie di ricerca e verifica di tracce biologiche in numerosi casi di cronaca, tra i quali gli omicidi di Yara Gambirasio e di Meredith Kercher.



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