Cori fascisti e saluti romani, sul funerale di piazza Bologna indaga la Digos

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La vecchia fascisteria di piazza Bologna è tutta schierata sulla scalinata della chiesa di Sant’Ippolito. I “boia chi molla” risuonano nell’aria, accanto alla sede degli scout. Cespugli di braccia tese salutano il passaggio del feretro avvolto nella bandiera con la Mezzaluna, simbolo del “Movimento politico”, gruppo nero fondato nei primi anni ’80 e che successivamente cambierà nome nel “Movimento politico occidentale” capeggiato da Maurizio Boccacci e disciolto nel 1993 in ottemperanza alla legge Mancino.

Le immagini del funerale che si è svolto sabato a quattro passi da piazza Bologna fanno discutere. Gli agenti del commissariato Porta Pia hanno vigilato affinché non ci fossero criticità di ordine pubblico. E hanno identificato gli oltre 100 esponenti di Forza Nuova e CasaPound radunati sulla scalinata le cui posizioni sono ora al vaglio della Digos.

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I filmati raccontano il pubblico, solo in parte il privato dell’uomo scomparso: un ex militante politico 50enne che per guadagnarsi da vivere lavorava come addetto alla sicurezza al bar Meeting in piazza Bologna, punto di ritrovo degli universitari.

Il bar è chiuso da mesi. L’ex pugile, cresciuto nel quartiere, un tempo attivista della sede di via Livorno, aveva perso il lavoro. “Era depresso per via del covid – racconta il parroco don Manlio Asta – 10 giorni fa, quando si è saputo che saremmo entrati in zona rossa, si è tolto la vita”, nel suo appartamento a San Basilio.

Il parroco ha accettato di celebrare i funerali. “Ci siamo fatti consegnare prima la lettera che avrebbero letto all’inizio della funzione per verificare che non fossero divulgati messaggi politici – spiega Asta – La cerimonia si è chiusa con le parole del sacerdote. Abbiamo appositamente evitato di accompagnare il feretro all’esterno della chiesa. Noi ci siamo limitati a celebrare il funerale, che si è svolto senza problemi”. “Era un ragazzo del quartiere – minimizza l’ex consigliere del municipio II, ora di Fdi, Andrea Liburdi – è stato commemorato della sua comunità”.

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