Coronavirus a Milano sospese fino a gennaio le cremazioni a Lambrate troppi i morti di novembre ancora in attesa

Coronavirus, a Milano sospese fino a gennaio le cremazioni a Lambrate: troppi i morti di novembre ancora in attesa

La Republica News
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Era accaduto durante la prima ondata della pandemia, in quel terribile mese di aprile in cui a Milano venivano registrati anche cento morti al giorno. Accadrà da domani (sabato 19 dicembre) al 3 gennaio 2021, quando il crematorio di Lambrate chiuderà. O, meglio, sospenderà per tre settimane i nuovi ingressi anche dei defunti residenti in città. Una decisione, quella presa dal Comune, dettata da due motivazioni: ridurre i tempi di attesa per la cremazione delle salme già arrivate nel mese di novembre e che, al momento, arrivano anche a 20 giorni e fare quegli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti programmati e ormai sempre più necessari.

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La prima spia di una nuova emergenza si era accesa all’inizio di novembre. E’ allora che, di fronte a una “crescente mortalità anche con picchi superiori a 80 decessi al giorni” rispetto a una media “normale di 46 decessi al giorno”, il Comune aveva chiuso il servizio di cremazione ai defunti non milanesi. Eppure, anche così, i tempi di attesa si sono allungati. Troppo. “La seconda ondata pandemica ha determinato un incremento della mortalità a Milano e, come conseguenza necessaria, la Direzione comunale competente ha già limitato l’accesso al crematorio di Lambrate ai soli defunti residenti a Milano a partire dal 5 novembre 2020”, si legge nel documento. Ed è proprio quell’impennata dello scorso mese che adesso Palazzo Marino sta affrontando con la sospensione dei nuovi ingressi anche dei residenti. Anche perché, ormai, il 75 per cento di chi muore in città viene cremato.

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E’ sempre nell’ordinanza che l’amministrazione spiega come la “crescente richiesta di cremazione sta causando una giacenza di feretri in attesa di erogazione del servizio, con tempi anche di 20 giorni dalla data del decesso”. Impossibile, anche per “ragioni igienico sanitarie, consentire tempi di attesa superiori per le cremazioni”. Ecco perché, è la conclusione, si è reso “necessario introdurre ulteriori limitazioni all’accesso al crematorio di Lambrate che interessino anche i residenti a Milano, favorendo nel contempo la sepoltura attraverso l’esenzione dal pagamento di determinate tariffe comunali o ampliando il diritto di accesso alle tombe di famiglia”. Per tutto il periodo di sospensione, infatti, le famiglie dei defunti che vogliano procedere alla sepoltura o alla tumulazione in un colombaro, non dovranno versare le tariffe comunali legate a quel servizio.
Ma la sospensione fino al 3 gennaio arriva anche per un altro motivo. I questo momento, i quattro forni di Lambrate sono attivi per 44 cremazioni giornaliere, dal lunedì al venerdì, e per 40 il sabato. Una “intensità di utilizzo”, che “impone interventi di manutenzione straordinaria a rotazione sui singoli impianti, al fine di scongiurare interruzioni prolungate nel tempo a causa di guasti”.



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