Coronavirus Agens limite tpl a 50 abbattendo domanda orari di punta

Coronavirus: Agens, limite tpl a 50% abbattendo domanda orari di punta

Libero Quotidiano News
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30 dicembre 2020

Milano, 30 dic. (Adnkronos) – Il limite al 50% nel trasporto pubblico locale è possibile solo abbattendo il picco di domanda negli orari di punta, e quindi scaglionando gli orari di ingresso e uscita da scuola e le aperture delle attività commerciale. E’ quanto ritiene l’Agens, l’associazione confindustriale che rappresenta le principali aziende di trasporto pubblico locale e nazionale.
“Differenziazione degli orari di ingresso e di uscita delle scuole superiori in due fasce distanziate tra loro di 90 minuti; smart working spinto ai massimi livelli possibili; spostamento in avanti degli orari di apertura delle attività commerciali e terziarie dopo le ore 10”. Sono le misure sollecitate dall’associazione, che implicano una regia coordinata e condivisa delle città per abbattere il picco di domanda nell’orario di punta critico del mattino e rispettare così il limite di capacità al 50% dei mezzi confermato nell’ultimo Dpcm del 3 dicembre 2020. “Provvedimenti necessari e urgenti in vista della prevista riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio 2021”, sottolinea una nota
Le aziende di trasporto pubblico, spiega l’Agens, si sono organizzate per rinforzare, con ausilio di bus privati o turistici, le linee più frequentate e in particolare quelle che interessano i plessi scolastici. Una soluzione che non può comunque essere estesa oltre un certo limite in ragione della configurazione stessa dei mezzi e delle reti. Lo sforzo che le aziende stanno affrontando in termini di potenziamento non potrà sostenere da solo il carico dei passeggeri.
“Agens chiede la collaborazione e l’impegno concreto di tutte le categorie coinvolte per condividere e adottare i provvedimenti in grado di modificare la domanda. Per rispettare il limite del 50% di portata dei mezzi pubblici bisogna intervenire sui flussi di passeggeri, ricalibrando gli orari delle città, almeno sino al termine della pandemia”, afferma il presidente di Agens Arrigo Giana.
Nelle città l’offerta di trasporto pubblico su ferro (tram, metropolitane e treni regionali) è normalmente molto rigida perché è legata al numero di mezzi e ai sistemi di segnalamento che determinano le frequenze massime delle metropolitane e dei treni. Sistemi che garantiscono il rispetto della distanza di sicurezza fra un mezzo e l’altro, a protezione della vita di passeggeri e personale in servizio. Ciò significa che è impossibile “aggiungere” convogli su una linea di tram, metropolitana o treno per “diluire” le persone presenti al loro interno.



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