Coronavirus, “Barche, orologi e gioielli con i soldi delle mascherine di Arcuri”, sequestro da 70 milioni a Roma

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La Guardia di finanza sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo per 70 milioni nell’ambito di un’indagine della procura di Roma sull’affidamento complessivo di 1,25 miliardi fatto dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri a 3 consorzi cinesi per l’acquisto di 800 milioni di mascherine avvenuto attraverso l’intermediazione di alcune imprese italiane.

I sequestri ad opera del Nucleo di polizia valutaria della Gdf a Roma e Milano e riguardano conti correnti, quote societarie, beni e immobili di lusso. Le accuse ipotizzate dalla procura sono, a vario titolo, ricettazione, riciclaggio, traffico di influenze illecite in concorso e aggravato dal reato transnazionale, illeciti amministrativi in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Dalle indagini sarebbe emerso che le imprese italiane che hanno fatto da intermediari avrebbero percepito commissioni per decine di milioni, non erogate però dalla struttura del Commissario.

L’indagine della procura di Roma, condotta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, solleva così il coperchio su quei 71,7 milioni di euro di commissioni che tre improbabili aziende tutte italiane hanno intascato in qualità di mediatori (certificati o occulti) delle tre società cinesi che – attraverso una procedura diretta – hanno ottenuto appalti complessivi per 537,5 milioni di euro dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per la fornitura di mascherine allo Stato italiano.

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Il mediatore certificato, ovvero l’unico di cui ci sia una traccia contrattuale con i fornitori cinesi, è la Sunsky srl controllata al 99% da Vincenzo Andrea Tommasi. L’arrivo del Covid è una benedizione per questa società milanese che fino al 2019 fattura 1,6 milioni di euro in un settore che non ha nulla a che vedere con la sanità, ma riguarda le consulenze in tema di sicurezza e difesa. Vincenzo Andrea Tommasi è però amico di Antonio Fabbrocini, collaboratore di Domenico Arcuri dai tempi di Invitalia e attualmente impegnato nella struttura “acquisti, contratti e fornitori” dell’ufficio del Commissario. L’arrivo del Covid è una benedizione per la Sunsky che si aggiudica un fee per la mediazione con le aziende cinesi di 59,7 milioni di euro. Denari che Tommasi spende in parte per un giusto riconoscimento del lavoro profuso, acquistando una barca, un immobile residenziale, orologi e bracciali di lusso, e in parte (53.040 euro) gira a Antonella Apullo, dal 2015 al 2018 funzionario del ministero delle Infrastrutture, segretaria dell’ex-ministro Del Rio, nonché moglie di Marco Bonamico, l’ex-ad di Sogei rimasto coinvolto nell’inchiesta sull’imprenditore Angelo Proietti che ristrutturò la casa di Marco Milanese, allora collaboratore dell’ex-ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Tuttavia, mentre Sunsky ha un contratto con le società cinesi, dall’indagine del Nucleo di Polizia Valutaria emergono altre due società all’apparenza “fantasma”. La prima è la Microproducts IT, alla quale vengono bonificati importi per 12 milioni di euro. La società è controllata dalla Partecipazioni Spa, dove spuntano vecchie conoscenze delle procure italiane. Il primo azionista è Mario Benotti, già consulente della presidenza del Consiglio e amministratore della Banca Popolare di Spoleto, un’esperienza che gli ha comportato un avviso di garanzia e una sanzione dalla Banca d’Italia per violazione delle regole bancarie. Insieme a Benotti, nella compagine azionaria è presente anche Guido Pugliesi, l’ex-amministratore delegato dell’Enav rinviato a giudizio per corruzione e frode fiscale dalla procura di Toma per una serie di appalti alla società Selex Sistemi Integrati del gruppo Finmeccanica. Un reato prescritto nel 2017 che ha permesso a Pugliesi di riciclarsi nel fantastico mondo dell’import-export.

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La terza società si chiama Guernica, ha sede a Roma e da maggio a luglio del 2020 ha ricevuto bonifici per 3,8 milioni di euro dalla Wenzhou Light, una delle tre compagnie cinesi coinvolte. Guernica è stata costituita nel marzo del 2018 per produrre e commerciale canapa e prodotti derivati, poi nel maggio del 2020 il suo oggetto sociale è stato modificato così da dare un senso alla pioggia di denari che sarebbero arrivati dalla Cina. La sua amministratrice si chiama Solis Dayanna, ha 23 anni e prima di fare il botto nel business interazionale studiava all’Accademia delle Belli Arti e arrotondava con un lavoretto in un centro estetico. Stando alle ricostruzioni della finanza, anche Dayanna ha fatto festa con le mascherine acquistando Rolex, un’automobile e versando un acconto per una casa da 964mila euro.

Una montagna di anomalie accompagnate da un contorno di assegni a vuoto, operazioni bancarie sospette, trasporti di mascherine su voli di companie israeliane che non risultano essere partiti dalla Cina, rimesse di cittadini cinesi in Italia a un passo dai limiti di legge. Una spy story internazionale che da Wenzhou conduce direttamente negli uffici del Commissario delegato dal governo, Domenico Arcuri.

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