Coronavirus Conte Le scuole non sono focolai. Oggi aggiornamento sui dati qualche regione cambia colore

Coronavirus, Conte: “Le scuole non sono focolai. Oggi aggiornamento sui dati: qualche regione cambia colore”

La Republica News
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“Dobbiamo essere franchi sulla scuola, la ricerca e i dati dicono che non sono focolai di diffusione dei contagi. Noi cerchiamo di analizzare i dati, abbiamo un approccio pragmatico. C’è un valore della didattica in presenza”, dove la “relazione interpersonale è fondamentale”, anche per questo “abbiamo dato un segnale nelle zone rosse”, dove il governo ha lasciato andare sui banchi i ragazzi della “prima media, che non si conoscono, i professori non conoscevano nemmeno i loro nomi: mandarli a casa sarebbe stata una grossa perdita. Cerchiamo di mantenere questo presidio. Quel che avviene prima e dopo” il suono della campanella “può costituire dei focolai, ecco perché le regole sono fondamentali, però l’esperienza empirica dimostra che i nostri ragazzi rispettano molto le regole”. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in videocollegamento all’evento ‘Futura: lavoro, ambiente, innovazione’, dialogando con il segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini, affronta anche il tema della scuola e, ovviamente, la seconda ondata di contagi in Italia.
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13 Novembre 2020

Per oggi è previsto un aggiornamento dei dati della curva. “La comunicazione del sottoscritto, del ministro Speranza, degli altri ministri e del governo tutto è molto univoca. Oggi c’è una cabina di regia all’Iss, ci aspettiamo un aggiornamento sui livelli di rischi delle singole regioni. Questo comporterà che la cabina di regia, condividendo i dati con il Cts, valuterà quali sono le regioni” destinate a un cambio di colore, ovvero a passare dal giallo all’arancione o addirittura al rosso. “Il ministro Speranza recepirà le indicazioni, non agirà arbitrariamente: il governo non sa quali regioni cambieranno colore, perché il governo applica un metodo scientifico. Ci siamo assunti tutte le responsabilità di questo metodo, diverso da tutti gli altri paesi europei – spiega Conte – Confido anche che il tasso Rt si abbassi da 1,7: vorrebbe dire che saremo incoraggiati ad andare avanti su questa strada. Non posso azzardare, non sono un indovino, ma seguo con attenzione quello che ci dicono gli esperti. Ci auguriamo che inizi l’appiattimento della curva, ma non sarebbe la fine del contagio”, indicherebbe “che le misure funzionano e che abbiamo sotto controllo la curva. A dicembre non ci sarà catarsi liberatoria, dovremo seguire le norme ma eviteremmo misure più restrittive”.Il premier poi ammette: “Il dibattito su eventuali nostri errori riguarda anche la scarsa incisività sul fronte della medicina territoriale, ma in pochi mesi è difficilissimo invertire una tendenza di anni. Siamo consapevoli che va rafforzata la medicina territoriale. Nel rinnovare i contratti dei pediatri abbiamo previsto 30 milioni in più”. Non solo. Covid hotel sono importanti, aggiunge il premier durante il dibattito con Landini, “perché alcuni ricoverati in area medica potrebbero essere lì seguiti e dimessi prima dalle strutture ospedaliere”. E le strutture sarebbero utili “anche per le persone che a casa non riescono a garantire il distanziamento”, aggiunge.


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