Coronavirus esperto legale rischio impasse tra datore lavoro e Ats su contagi in azienda

Coronavirus: esperto legale, ‘rischio impasse tra datore lavoro e Ats su contagi in azienda’

Libero Quotidiano News
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25 gennaio 2021

Roma, 25 gen. (Labitalia) – E’ la situazione che ogni azienda spera di non dover mai affrontare, avere un dipendente positivo al Covid-19. Secondo l’ultimo rapporto Inail, aggiornato al 31 dicembre 2020 e appena presentato, però i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro hanno ormai superato la soglia dei 131.000 da inizio pandemia e a oggi è probabile siano cresciuti ancora. Un’eventualità, quindi, molto più concreta di quello che si possa pensare e che può mettere a rischio la salute dei lavoratori, ma non solo.
“L’impasse – spiega l’avvocato Irene Pudda di Rodl & Partner, esperta in privacy & labour compliance – è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’ats (agenzie di tutela della salute) le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’ats che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena”.
Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti. “Tuttavia – chiarisce Pudda – non si può fare diversamente. La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavora-to garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione”.



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