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Coronavirus, gli Usa temono la quarta ondata delle varianti

La Republica News
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NEW YORK – Chi vincerà nella gara tra i vaccini e le varianti britannica, sudafricana, brasiliana? L’America affronta lo scenario di una “quarta ondata”, con forti aumenti dei contagi nell’Illinois (+56%), nel Wisconsin (+50%), e anche nell’epicentro del 2020 che fu New York. All’aumento dei contagi però corrisponde per adesso un continuo calo dei decessi. Una possibile spiegazione è l’effetto vaccini. Con un terzo della popolazione inoculati da Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson, più tutti gli immunizzati naturali che hanno avuto il covid, gravità e mortalità della malattia dovrebbero diminuire. Inoltre i vaccini finora sembrano garantire una buona protezione anche contro le varianti. E nessuno propone di ritornare ai lockdown, anzi: le restrizioni continuano ad essere levate in tutto il paese, con un progressivo ritorno alla normalità. Eccesso di sicurezza, oppure presa d’atto che i lockdown sono stati inefficaci mentre i vaccini sono la soluzione?

Il numero dei nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti si è stabilizzato negli ultimi giorni ad un livello “inquietante”, e il paese rischia seriamente una nuova ondata di contagi. A lanciare l’allarme è il virologo Anthony Fauci, capo consulente medico del presidente Usa Joe Biden. In un’intervista alla Cnn, Fauci ha spiegato che “è quasi una corsa tra vaccinare più gente possibile e un nuovo balzo dei contagi, peggiore di quello previsto dagli esperti”. Nel corso dell’ultima settimana c’è stata una media di 65.556 casi al giorno, con un +14% dalla media delle due settimane precedenti. Nel frattempo aumenta la velocità della campagna vaccinale: circa 109 milioni di persone negli Stati Untiti hanno ricevuto almeno una dose, pari a oltre il 33% della popolazione, e tutti i 50 Stati apriranno le vaccinazioni a tutti gli adulti entro il 19 aprile. Tra le cause principali dell’aumento dei contagi c’è la diffusione della variante britannica, che è ora il ceppo dominante negli Usa. Fauci ha esortato gli americani a vaccinarsi e a seguire le misure preventive, mascherine e distanziamento sociale. “Resistete ancora un po’ – ha avvertito – non è il momento di dichiarare vittoria”. Il virologo si è detto fiducioso che grazie alla vaccinazione di massa si possa evitare una nuova ondata di casi di coronavirus.

Coronavirus, 4 milioni di dosi di vaccino somministrate in un giorno negli Stati Uniti

Secondo i dati della Johns Hopkins University, metà dei casi negli ultimi sette giorni sono concentrati negli Stati di New York, Michigan, Illinois, Florida, Pennsylvania e New Jersey. Il picco è particolarmente pronunciato in Michigan. La governatrice democratica Gretchen Whitmer, tuttavia, ha detto che non intende inasprire le restrizioni. La scelta della Whitmer è emblematica perché viene da una leader che si era molto esposta in favore dei lockdown. La governatrice democratica l’anno scorso subì un assedio alla sua sede istituzionale, da parte di gruppi armati, in una sorta di “prova generale” dell’assalto al Campidoglio di Washington. Oggi però anche lei volta le spalle alla politica dei lockdown a oltranza.

Più vaccini che contagi. Usa, il grande sorpasso

Un altro governatore è al centro di un caso mediatico per ragioni opposte. L’italo-americano Ron DeSantis, repubblicano, in Florida ha sempre rifiutato i lockdown duri. La Florida ha evitato di pagare i prezzi economici di altri Stati Usa. Eppure la sua mortalità è allineata con quella di Stati come la California, e inferiore a New York. DeSantis però è stato oggetto di un linciaggio mediatico da un celebre programma televisivo, “60 Minutes” della Cbs, che ha montato contro di lui accuse la cui faziosità è stata denunciata persino da un giornale liberal, il Washington Post. Infine anche un leader di sinistra come il sindaco di New York Bill de Blasio ha deciso di farla finita con i ricatti del sindacato-scuola che hanno rallentato il ritorno alla normalità nell’insegnamento pubblico, e ha cambiato le regole per rendere più facili le riaperture delle scuole in presenza.



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