Coronavirus i dati della settimana lincremento dei casi rallenta ancora

Coronavirus, i dati della settimana: l’incremento dei casi rallenta ancora

La Republica News
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Cala nettamente, si dimezza, l’aumento dei nuovi casi settimanali di coronavirus in Italia. Tra il 4 novembre e ieri sono stati 235.660, contro i 195.068 dei sette giorni precedenti. L’incremento è del 25,6% mentre il precedente era stato del 49,7% e prima ancora, per tre volte di seguito, aveva raggiunto o sfiorato il 100%. Se si tratti di un rallentamento dell’epidemia, come tutti si augurano e alcuni ipotizzano, oppure di una riduzione dovuta al trattamento diventato sempre più difficile, lo si capirà tra alcuni giorni. Intanto però sale ancora la percentuale di positivi rispetto ai test (ora al 16,2%) che ancora una volta segnano un record. I tamponi molecolari sono stati infatti 1.454.260. A questi vanno aggiunti quelli antigenici rapidi, che non vengono contati nei report della Protezione civile.Rallenta l’aumento dei ricoveri, decessi triplicati in due settimaneIeri i ricoverati nelle terapie intensive erano 2.971 contro i 2.225 di martedì 2. I 746 in più rappresentano un incremento del 33,5%. Anche in questo caso si tratta di un aumento inferiore a quello registrato sette giorni fa (+57,8%), che a sua volta era più basso di quello precedente (+62,5%).Se si guarda il totale dei ricoveri, si osserva un altro incremento più contenuto rispetto a quello precedente. Ieri le persone in tutti i reparti (comprese le rianimazioni) erano 27.743 contro le 19.809 della settimana precedente. La differenza è del 40,1%, più bassa di quella della settimana scorsa (+52%) e pure di quella ancora precedente (+65%). Forse più del calo dei nuovi casi questi dati possono far sperare a un rallentamento, dovuto probabilmente alle misure prese alcune settimane fa in tutto il Paese con restrizioni più forti in certe regioni.Riguardo ai decessi (arrivati ieri a un totale di 42.330), sono stati 2.918 in una settimana. In quella precedente sono stati 1.712. L’aumento è del 71%, paragonabile a quello della settimana precedente, che è stato del 72,4%, visto che morirono 995 persone. Il numero assoluto in due settimane è quindi più che triplicato. Prima ancora si era vista una crescita del 117%.Tanti tamponi, si alza la percentuale dei positivi ai testCome detto i tamponi sono stati 1 milione e 454mila, numero record per una media di oltre 207mila al giorno. Continua a crescere la percentuale di positivi trovati con i test. E’ stata del 16,2% contro il 14,6%. Prima ancora si era arrivati all’11,5%, al 6,74%, al 4,3%. Praticamente questi dati sono in crescita dall’estate. Si teme che gli esami non riescano a stare al passo della diffusione del virus, come dimostrano i grandi problemi che ci sono in tutte le regioni con il tracciamento, addirittura saltato in certe zone. Se non si fanno le indagini epidemiologiche non si individuano i contatti sospetti e non si riescono a intercettare i casi positivi. Va però detto che sta crescendo tantissimo l’uso dei tamponi rapidi. Se anche quelli venissero presi in considerazione dalla Protezione civile, sulla cui raccolta dei dati si basano le elaborazioni di Giorgio Presicce, analista della Regione Toscana, utilizzate in questo articolo, la percentuale di positivi si abbasserebbe. Ci sono realtà, come il Veneto, che in certi giorni fanno lo stesso numero di test tradizionali e di test rapidi.Le Regioni frenano ma Piemonte, Basilicata e Calabria crescono ancora moltoVisto l’andamento nazionale, in quasi tutte le Regioni si osserva una frenata dei nuovi casi. Tra le eccezioni c’è il Piemonte, dove la riduzione è molto meno accentuata. In sette giorni è passato da 18.214 a 26.482 casi, con un +45,4%. Malino anche il Veneto, salito da 16.103 a 21.160 (+31,4%). La Lombardia passa invece da 53.465 a 60.053, segnando uno degli incrementi più bassi da settimane (12,3%). Importanti gli incrementi di Basilicata, Calabria, e Provincia Bolzano, che di recente sono state classificate come zone arancioni (la prima) e rosse (le altre due).


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