Coronavirus il contagio rallenta indice Rt a 1 18. Se continua il calo il Natale sara giallo

Coronavirus, il contagio rallenta: indice Rt a 1, 18. Se continua il calo il Natale sarà giallo

La Republica News
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Il rallentamento dell’epidemia ora lo descrivono anche i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. Con tutti i problemi che può avere la sua rilevazione, l’Rt scende in tutto il Paese. Quello medio passa in una settimana da 1,7 a 1,18. Solo in Toscana, Abruzzo e Basilicata, è superiore a 1,25. Se la divisione in zone di colore diverso a seconda della gravità della situazione fosse iniziata ieri, quelle tre regioni sarebbero arancioni mentre tutte le altre sarebbero classificate gialle. Il meccanismo messo in piedi dal governo, però, non prevede spostamenti verso il basso, cioè verso restrizioni meno pesanti, prima di tre settimane dall’ingresso in zona rossa o arancione.Così per ora tutti restano nella stessa situazione in cui erano anche il 13 novembre. Riepilogando: Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta, Calabria, Provincia di Bolzano, Toscana e Campania sono rosse; Sicilia, Puglia, Liguria, Basilicata, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Friuli arancioni; Provincia di Trento, Veneto, Sardegna, Lazio, Molise sono gialle. L’unica eccezione è quella dell’Abruzzo, che sarebbe arancione ma ha chiesto di passare in zona rossa. Cosa che accadrà da domani grazie all’ordinanza ad hoc del ministro della Salute, Roberto Speranza. I dati rilevati ieri però fanno ben sperare, in particolare per dicembre, quando molte Regioni si sbloccheranno e potranno diventare, dati permettendo, zona gialla. Un buon viatico per un Natale con meno restrizioni.
In poco tempo, cioè dal monitoraggio del 30 ottobre, si è vista una discesa netta dell’Rt in molte regioni. I dati, e questo è stato al centro di polemiche da parte di alcuni governatori, si riferiscono però a oltre una settimana prima rispetto al giorno in cui vengono resi noti. Quello dell’indice di contagio è ancora un po’ più vecchio, perché viene calcolato sui sintomatici e a detta della Cabina di regia richiede tempo per essere stimato. E così quello di questa settimana è riferito al 4 novembre. Proprio in quel giorno il premier Conte annunciava che dal 6 novembre (in base però al monitoraggio del 30 ottobre) sarebbero partite le prime restrizioni regionali, che quindi per ora non avrebbero a che fare con il miglioramento dei dati dell’Rt. “C’è un effetto di mitigazione frutto delle misure introdotte dal Dpcm del 24 ottobre”, ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, ricordando la norma che tra l’altro ha chiuso bar e ristoranti alle 18. La stretta nelle regioni potrebbe dunque produrre effetto nelle prossime settimane e per questo a dicembre i dati potrebbero essere ancora migliori.I tecnici la settimana scorsa avevano annunciato al governo che ieri saremmo stati vicino all’1,1 di Rt. Continuando così la settimana prossima si potrebbe superare il picco, che coincide con l’Rt uguale a 1. In effetti si trovano sotto quella soglia, e hanno quindi una curva in discesa, già in quattro regioni (Sardegna, Molise, Lazio e Liguria). Dal ministero e dall’Istituto però invitano alla prudenza: è troppo presto per cantare vittoria. “Questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”, scrive la Cabina di regia. Il direttore della Prevenzione del ministero, Gianni Rezza, ricorda che in Italia “l’incidenza dei casi è ancora elevata, supera 730 per 100mila abitanti, il che vuol dire che bisogna continuare a prendere delle precauzioni e naturalmente le norme in vigore devono restare ancora valide”. In ben 17 Regioni sia in terapia intensiva che nei reparti internistici l’occupazione supera le soglie di allarme del 30 e del 40%.”L’aumento continuo dei ricoveri Covid-19 implica una inevitabile erosione delle risorse disponibili per l’assistenza ospedaliera ai pazienti con altre patologie”. Inoltre “con l’aumento di diagnosi resta frequente l’impossibilità di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione”. Per questo non bisogna rilassarsi. “È necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone per ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione. È fondamentale evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo”.A dire che bisogna stare ancora attenti sono anche i dati di ieri. Ci sono stati altri 37.242 nuovi casi di coronavirus su 238.077 tamponi. Si tratta di più casi e meno test del giorno prima. I decessi invece ieri sono stati 699.


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