Coronavirus in carceri milanesi positivi 260 detenuti caos sovraffollamento

Coronavirus: in carceri milanesi positivi 260 detenuti, caos sovraffollamento

Libero Quotidiano News
Pubblicità
Pubblicità

Condividi:

28 dicembre 2020

Milano, 28 dic. (Adnkronos) – “Sovraffollamento ancora oltre i limiti di guardia, un aumento dei positivi al Covid rispetto alla prima ondata, misure coercitive assunte in nome della sicurezza sanitaria, la sospensione di alcune attività risocializzati come la scuola e di servizi essenziali affidati ai volontari, la cui presenza è stata drasticamente ridimensionata in nome della sicurezza sanitaria”. È quanto emerge da un documento elaborato dagli operatori dell’area Carcere di Caritas Ambrosiana sulla situazione degli istituti penitenziari milanesi di San Vittore, Bollate e Opera.
Secondo le informazioni raccolte dagli operatori le persone detenute complessivamente positive al virus nelle tre carceri della città metropolitana sarebbero attualmente circa 260 (il 7,7%), una percentuale più elevata di quella che si era registrata durante la primavera che “solo in parte si spiega con i trasferimenti di persone contagiate dagli altri istituti della regione nei due reparti sanitari (Covid Hub) che sono stati allestiti nel frattempo a Bollate e San Vittore”. Nonostante il calo della popolazione carceraria dell’8% rispetto a quella registrata all’inizio dell’anno, quindi prima dell’emergenza sanitaria, permane, invece, una situazione di sovraffollamento: i posti teoricamente disponibili sono solo 2.923 a fonte dei 3.400 detenuti presenti.
“Una condizione fortemente aggravata dalla riorganizzazione degli spazi legata alla necessità di predisporre reparti sanitari per gli ammalati e per l’isolamento dei detenuti positivi al Covid-19. Per liberare questi spazi – spiegano gli operatori – molti reclusi sono stati trasferiti in altri reparti, trovandosi così a condividere la cella con più persone di prima. Una scelta che ha provocato persino nel carcere di Milano Bollate situazioni critiche”. La condizione è resa “più intollerabile, poi, dalla chiusura dei reparti, dei piani e, in diversi casi, persino delle celle, con una significativa diminuzione, in particolare a San Vittore, dell’applicazione della sorveglianza dinamica, un regime che prevede che, nei reparti di media e bassa sicurezza, le celle restino aperte negli orari diurni, migliorando così la vivibilità degli istituti da parte delle persone detenute”.



Go to Source