Coronavirus la Francia torna a sperare Primi segnali delle misure prese

Coronavirus, la Francia torna a sperare: “Primi segnali delle misure prese”

La Republica News
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PARIGI – Sono ancora dati provvisori, tutti da consolidare. Il governo ripete che serve ancora prudenza nell’interpretazione, ma negli ultimi giorni la Francia, diventata l’epicentro della seconda ondata in Europa, è tornata a sperare guardando il rallentamento nella progressione di alcuni indicatori sanitari (ricoveri, nuovi pazienti in terapia intensiva) e addirittura il calo dei tassi di incidenza (oggi a 444) e di positività (sotto al 20%), come anche del famoso Rt crollato da 1,4 a 1,1 in poco più di una settimana. E’ lo stesso ministro della Salute, Olivier Véran, ad ammetterlo. I numeri della crisi sanitaria sono sempre da record: 31mila pazienti Covid ricoverati negli ospedali, di cui 4680 in terapia intensiva. La Francia ha il numero più alto in Europa di positivi: 1,7 milioni. Ieri il direttore generale della Sanità Jérome Salomon, ha annunciato 551 decessi in ospedale nelle ultime ventiquattro ore, il dato più alto dopo quello del 6 aprile, durante la prima ondata, quando le vittime furono 613 in un solo giorno. Sabato erano stati registrati 800 decessi in un solo giorno, sommando i dati degli ospdeali con quelli delle case di riposo e degli istituti per disabili che affluiscono ogni quattro giorni. Sul calcolo dei nuovi contagi c’è stata un’altalena snervante nell’ultima settimana a causa di un “bug” nel sistema del ministero della Salute. Un disguido tecnico dovuto anche al fatto, ha spiegato Salomon, che la Francia ha organizzato ben 2,3 milioni di tamponi negli ultimi sette giorni, con punte di 400 mila test in una sola giornata. 
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Nonostante il quadro rimanga di forte allerta, è probabile che ci siano i primi effetti delle restrizioni prese a ottobre, in particolare del coprifuoco varato tre settimane fa nelle principali grandi città. Un’ipotesi confermata dal fatto che il lieve miglioramento si osserva proprio nelle metropoli, a cominciare da Parigi dove l’Rt potrebbe scendere sotto 1 a breve. Martin Hirsch, direttore della cabina di pilotaggio degli ospedali della capitale, parla di “un inizio di rallentamento”. “Negli ultimi 3-4 giorni abbiamo visto circa 80 ingressi al giorno in rianimazione, contro i 110 di una settimana fa e circa 400 ricoveri al giorno contro i 500 di sette giorni fa”. Un’altra causa per spiegare il piccolo miglioramento sono le vacanze d’autunno (dal 17 ottobre al 2 novembre) durante le quali molte famiglie hanno lasciato le città per trasferirsi in case di villeggiatura e sono rimaste chiuse tutte le scuole francesi. Infine c’è il lockdown nazionale cominciato il 29 ottobre e previsto fino al 1° dicembre. Anche il “confinement”, seppure in versione leggera, con fabbriche e scuole aperte, potrebbe iniziare dare i primi effetti. Il governo ripete che si potrà parlare di una tendenza al ribasso solo alla fine di questa settimana, passati quindici giorni dalla serrata nazionale. A fine settembre, ricordano altri esperti, c’era stata già un’inflessione della curva dei nuovi contagi, seguita poi da un’impennata. “I primi segnali indicano, forse, l’inizio degli effetti legati alle misure prese” ha sottolineato il portavoce del governo, Gabriel Attal. Il primo ministro, Jean Castex, terrà giovedì una conferenza stampa sulla situazione sanitaria dopo un Consiglio di Difesa previsto all’Eliseo. Attal ha parlato di tre scenari possibili: un mantenimento delle regole in vigore, un inasprimento se necessario o un eventuale alleggerimento se i dati saranno effettivamente consolidati. I commercianti, spalleggiati dal Medef, la Confindustria francese, continuano a reclamare di poter riaprire al più presto per salvare le loro attività nel periodo cruciale dello shopping prima di Natale. Il governo potrebbe offrire alcune deroghe in alcuni orari o giorni. 


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