Coronavirus lesperimento Slovacchia tamponi rapidi per tutta la popolazione

Coronavirus, l’esperimento Slovacchia: tamponi rapidi per tutta la popolazione

La Republica News
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Eccetto piccoli Paesi come Lussumburgo o Principato di Monaco, è un primato mondiale: da oggi la Slovacchia sottoporrà a test rapidi per il Covid-19 tutta la popolazione al di sopra dei 10 anni di età. Piano ambizioso: saranno testati, in circa cinquemila punti, almeno quattro milioni di persone tra questo weekend e il prossimo. Il test è obbligatorio, chi non vi si sottopone rischia la quarantena forzata e una multa di 1.650 euro. Un’operazione voluta dal giovane premier populista anti-corruzione Igor Matovic, audace ma insieme contestata dalla personalità piú popolare del paese: la presidente Zuzana Caputová. Invano la capa di Stato ha invitato l’esecutivo a ripensarci, poiché la ritiene inefficace e capace soltanto di creare malcontento e tensioni.”Il mondo intero ci guarda”, ha detto il premier Matovic. Il ministro della Difesa, Jaro Nad ha aggiunto che “è la più grande operazione logistica dall’indipendenza”, conseguita pacificamente col consensuale “divorzio di velluto” dalla Cechia nel novembre 1992. “L’unica alternativa è un lockdown totale”. La situazione, sottolinea, in percentuale potrebbe finire peggio che in Cechia. Finora in Slovacchia si sono registrati 57.664 casi e 212 morti, ma il tasso è in aumento.
Il problema principale è che si tratterà di quei test immediati che secondo molti – sottolineano Bbc e Lancet – sono suscettibili di possibili gravissimi errori. Lo stesso Matovic ha ammesso che i suoi consiglieri medici gli hanno detto di optare piuttosto per un lockdown duro entro tre settimane, sia per la scarsa affidabilità dei test immediati sia per la difficoltà logistica estrema di portare a termine l’operazione.

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La logistica
Sugli oltre 5.400 milioni di cittadini e residenti in Slovacchia saranno testati tutti quelli sopra i dieci anni di età. I test immediati con prelievo saranno effettuati in circa 5mila punti nel paese. Ogni testato dovrà poi aspettare in locali sterili isolati per la mezz’ora necessaria ad ottenere il risultato e sapere se dovrà essere messo in isolamento o no. Le postazioni per i test immediati sono aperte dalle 6 del mattino alle 21 in tutto il Paese.Quello del personale necessario è un punto critico. Il governo vuole mobilitare in tutto 45mila persone tra medici, paramedici, volontari e ottomila soldati. Ai medici e paramedici slovacchi che lavorano all’estero è stato rivolto un pressante appello a venire ad aiutare la patria. Secondo fonti vicine alla presidente e media critici come Aktuality.sk, il giornale per cui lavorava Ján Kuciak, è stato reperito solo il 70 per cento delle 20 mila persone necessarie al primo dei due weekend di test. La mobilitazione però sembra crescere, con l’aiuto di austriaci e tedeschi.Altro punto contestato sono i tamponi molecolari a risultato rapido, molto meno costosi, ma anche gravemente meno precisi dei test di laboratorio Pcr. Le autorità slovacche li hanno acquistati in massa dalla Corea. Il margine di errore, ammette lo stesso governo, è di almeno il 30 per cento. I portavoce di Matovic si difendono: “Almeno identificheremo 7 contagiati su 10”. Secondo altre fonti il margine di errore del test rapido è però ben piú alto.Operazioni simili sono già state effettuati nel Lussemburgo e nel Principato di Monaco – entità molto piú piccole della Slovacchia con i suoi circa 5,4 milioni di abitanti. In Cina test di massa sono stati effettuati su 7 milioni di persone nella zona di Qingdao e circa 9 milioni nell’area di Wuhan. Nella stessa Slovacchia il weekend scorso è stata svolta la prova generale nelle regioni vicine al confine con la Polonia, anch’essa zona rossa: sono stati testati circa 150 mila cittadini. Positivi scoperti: circa 5400.

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Opinioni contrastanti
“È un’idea nata dalla disperazione, nonostante gli appelli a ripensarci con realismo da parte della presidente. In tutta Europa nessuno ha risposte che appaiano efficaci alla sfida del covid-19”, dice Pavol Strba di Aktuality.sk. La presidente Caputová ha notato che “è una misura divisiva non ben spiegata alla popolazione. Insomma, è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”.L’autorevole rivista medica britannica Lancet cita l’esperto epidemiologo Vladimir Leksa dell’Accademia slovacca delle scienze, che insegna a Vienna: secondo lui “non è una buona decisione” vista la scarsa attendibilità dei test immediati. Alexandra Brazinova, della facoltà di Medicina dell’Università Comenius di Bratislava, lamenta che “le strutture insufficienti, la scarsità di personale, l’assenza di spiegazioni efficaci ai cittadini possono produrre risultati inefficaci e inutili. Sul piano sociale frustrazione, opposizione, rivolta. Può distruggere la fiducia in ogni altra misura anti-covid delle autorità”. Come nella vicina Cechia, anche in Slovacchia ci sono stati scontri tra polizia e cortei di protesta anti-emergenza, formati sia da estremisti di destra sia da cittadini esasperati.Non tutte le voci, però, sono contrarie. Afferma Pavol Jarcuska, epidemiologo consigliere del governo: “Già il test-pilota del weekend scorso è stato un successo. È illusorio pensare di riuscire a testare una nazione intera, anche piccola, con i test Pcr, piú precisi ma anche molto più costosi”. Favorevoli anche le molte imprese occidentali, anche italiane, attive con siti e investimenti nel piccolo moderno paese industriale. Consiglieri del premier britannico Boris Johnson, interessato all’esperimento slovacco, hanno chiesto informazioni e consigli a Bratislava. Ma i critici, come il professor Leksa, ribattono: “Il test rapido della nazione intera non ci salverà dal lockdown indispensabile, e potrà al massimo rallentare la pandemia, non combatterla in modo risolutivo”.


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