Coronavirus, l’Rt in Italia sale e arriva a 0,91. “Il quadro torna a peggiorare ma impatto minimo sugli ospedali”

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Risale l’Rt e non poteva essere altrimenti, visto l’andamento dei casi in Italia. L’indice che calcola il tasso di replicazione del virus, calcolato dalla Cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute, questa settimana è 0,91 contro lo 0,66 della settimana scorsa e lo 0,63 della precedente. Tra l’altro l’Rt viene calcolato a circa 15 giorni fa, per ragioni tecniche, e solo sui casi sintomatici. Quindi è un dato che ancora non ha colto la grandissima risalita del numero dei casis che si è avuta proprio negli ultimi dieci giorni.

Anche l’incidenza di casi settimanali per 100mila abitanti è è in salita e arriva a 19 contro gli 11 della scorsa settimana. Come noto, gli indicatori prevedono che se arriva a 50 porta la Regione in zona gialla. Per ora nessuna realtà locale è in queste condizioni ma la prossima settimana tre o quattro potrebbero già cambiare colore.

La Cabina di Regia: “Quadro torna a peggiorare ma impatto minimo sugli ospedali”

“Il quadro generale della trasmissione dell’infezione torna a peggiorare nel Paese, con quasi tutte le Regioni e Province classificate a rischio epidemico moderato”, scrivono i tecnici della Cabina di regia. Solo la Provincia di Trento e la Valle d’Aosta hanno un rischio basso. “La trasmissibilità sui soli casi sintomatici aumenta rispetto alla settimana precedente, sebbene sotto la soglia epidemica, espressione di un aumento della circolazione virale principalmente in soggetti giovani e più frequentemente asintomatici”. Il dato positivo è che “l’impatto della malattia sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione in area media e terapia intensiva ancora in lieve diminuzione”. Visto che cresce la variante Delta, “è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi”. Inoltre “è prioritario raggiungere un’elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione in tutti gli eleggibili, con particolare riguardo alle persone a rischio di malattia grave”.

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