Coronavirus, missione finita per i sanificatori russi. Lasciano Bergamo

La Republica News

BERGAMO – E’ il giorno dei saluti, forse dell’arrivederci, chissà. Ad ogni modo: missione finita. Dopo oltre un mese e mezzo il contingente sanitario militare russo arrivato in Lombardia per aiutare nell’emergenza coronavirus saluta e si prepara al rientro. Il commiato va in scena nei saloni dell’hotel Excelsior San Marco, in centro a Bergamo, dove buona parte dei militari – medici, sanificatori, infermieri specializzati – ha soggiornato in questo periodo. “Oggi iniziamo a ritirare le unità militari dall’Italia”, aveva annunciato alla vigilia il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu.Nel suo discorso di saluto Shoigu si ha fatto un chiaro riferimento allo scontro fra il suo governo e il quotidiano La Stampa sugli aiuti inviati dalla Russia all’Italia per soccorrere la popolazione del Bergamasco. “A fronte di tanti ringraziamenti – ha detto Shoigu – che continuiamo a ricevere ci sono state anche altre pubblicazioni che pesano sulla coscienza dei loro autori”. Sbarcati all’aeroporto di Orio al Serio tra il 20 e il 25 marzo, gli specialisti militari arrivati da Mosca hanno dato un grande supporto nelle province di Bergamo e Brescia. Negli ospedali ma soprattutto nelle Rsa, i luoghi dove il Covid 19 ha fatto strage: più di cento quelle sanificate, tra le valli bergamasche e la bassa bresciana. In tutto 50mila metri quadrati di Rsa sono state bonificate (più di 120 strutture tra Bergamo e Brescia) e 76 pazienti dimessi (curati anche da medici russi) Una parte del contingente ha svolto il servizio nell’ospedale da campo allestito dagli alpini nella Fiera di Bergamo, altri all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Ma le unità più impegnate sul territorio sono state quelle che hanno operato nelle residenze per anziani: con macchinari specializzati hanno disinfestato gli ospizi, fronte caldo della strage lombarda del coronavirus.“Buona fortuna Italia”. E’ il saluto con cui medici e sanificatori hanno concluso la loro missione di aiuto. Uno dei capi del contingente, il colonnello Igor Bogomolov, 47 anni, da Ekaterinburg, regione degli Urali, aveva detto a Repubblica: “Ce ne andremo solo quando avremo sconfitto insieme a voi il Covid 19”.La fase 2, con la fine del lockdown e il lento miglioramento della situazione, ha convinto i russi a fare rientro nel loro paese. All’hotel Excelsior San Marco, per la conferenza stampa di saluto, sono presenti anche gli assessori regionali Claudia Maria Terzi (infrastrutture e trasporti), Lara Magoni (turismo), Pietro Foroni (territorio e protezione civile) e il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Rapporti con le delegazioni internazionali, Alan Rizzi. La federazione russa è rappresentata dai dirigenti del contingente e dal console generale Alexander Nurizade.

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