Coronavirus: Mutuionline, su mercato pesa incertezza economica e rallentamento filiera

Libero Quotidiano News

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20 aprile 2020

Roma, 20 apr. (Labitalia) – Il mercato dei mutui ha di fronte uno scenario di forti contrasti: da un lato le crescenti incertezze economiche generate dalla crisi Covid-19 hanno portato il costo del denaro a stabilizzarsi su nuovi minimi e con prospettiva di rimanere a lungo su tali livelli; dall’altro, le forti limitazioni alle attività e alla mobilità originate dallo stesso Covid-19 hanno rallentato sempre più anche l’operatività di tutta la filiera immobiliare e finanziaria”. A dirlo Roberto Anedda, direttore marketing di
“La situazione peraltro – osserva – favorisce la possibilità di usufruire al meglio dei servizi di comparazione e richiesta del mutuo a distanza, tramite portali come
Anche portando il mutuo alla massima soglia di normale finanziamento dell’80%, i tassi di un mutuo trentennale salgono appena allo 0,70% per un variabile e all’1,10% per un fisso. Livelli così contenuti dei tassi e un differenziale così ridotto tra fissi e variabili non può che prolungare e accentuare il successo del tasso fisso, che si avvicina ormai alla quota del 95% sia sui nuovi mutui richiesti che su quelli erogati. Questi tassi contribuiscono anche al record assoluto di quota della surroga sul totale delle operazioni intermediate da
Su un mutuo originario da 120.000 euro stipulato nel 2012-2013 per 20 anni il risparmio può arrivare a 40.000 euro, e superare ampiamente addirittura gli 80.000 euro per lo stesso mutuo stipulato per una durata di 30 anni. Anche per chi godeva magari già di un buon tasso precedente il risparmio rimane significativo: 16.000 – 18.000 euro per un mutuo ventennale partito nel triennio 2016-2018 e 23.000 – 28.000 euro per la sua variante trentennale.
Sulle durate, si conferma quella dei 20 anni la scelta più gettonata, con il 39% del totale. Quote molto simili tra il 17% ed il 19% per le durate di 15, 25 e 30 anni. Vale la pena segnalare che ormai da parecchi anni la quota della durata 15 anni è superiore a quella dei 25 anni, e che la quota dei mutui trentennali dal 2015 in poi si è quasi dimezzata rispetto agli anni tra il 2007 ed il 2014, che la vedevano sempre su soglie tra il 27% ed il 36%. L’effetto del calo dei tassi, quindi, si è fatto sentire anche qui, permettendo man mano di ridurre il valore delle rate e distribuire così gli importi di mutuo, di per sé in crescita, su un numero inferiore di anni di rimborso.
Per quanto riguarda le altre variabili del mercato, da notare l’aumento ulteriore dell’importo medio erogato, che ha superato anche i 140.000 euro: anche in questo caso i tassi sempre più bassi facilitano l’ottenimento di importi maggiori senza un aggravio della rata sul bilancio familiare. Il 65% delle erogazioni è compresa nella fascia tra i 50.000 euro ed i 150.000 euro, ma si nota la graduale crescita della fascia da 150.000 euro a 200.000 euro, che arriva a pesare il 19% dopo una progressiva salita partita dal 14% del terzo trimestre del 2018. A livello demografico, il Sud e le Isole scendono complessivamente al 14% degli erogati nazionali, una delle quote più basse mai toccate. La fascia di età di 36-45 anni resta la più alta (45%) tra quelle dei mutuatari. Continua l’aumento della fascia 46-55 anni, che, alimentata anche dalle tante surroghe, supera il 23%, mentre la fascia 26-35 anni si indebolisce ulteriormente, proseguendo la progressiva discesa dal 43% del 2006 fino alla quota minima del 24% di oggi.

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