Coronavirus: nasce ‘Eventi in azione’, network 100% made in italy

Libero Quotidiano News

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20 aprile 2020

Roma, 20 apr. (Labitalia) – Nasce ‘Eventi in azione’, il primo network 100% made in italy, che ha l’obiettivo di riattivare la filiera dell’organizzazione eventi in Italia. “Specie in questo momento storico, è dovere e responsabilità individuale e collettiva abbattere i muri e costruire dei ponti per ricominciare a rimettere in moto il nostro lavoro, quello di tutti gli altri e dell’intero Paese”, afferma Manuela Ronchi, Ceo di Action Agency, società di eventi e comunicazione ideatrice del progetto. È con questa premessa che nasce ‘Eventi in azione’, un progetto ambizioso che risponde alla necessità concreta di dar vita a un ‘nuovo inizio’ con senso di responsabilità sociale, creando delle connessioni e valorizzando le nostre eccellenze.
‘Eventi in azione’ (www.eventinazione.it) nasce per proporre un nuovo modo di fare eventi: i ‘Building bridge’. Un nuovo modello 100% italiano, con lo scopo di costruire dei ponti, ovvero creare delle connessioni tra diversi soggetti colpiti da paura, crisi economica e cambiamento, dando vita a un circolo di investimento per iniziare a far ripartire un settore, quello degli eventi, duramente colpito da questa crisi. I protagonisti del progetto sono tutte le realtà che compongo un evento e che, aderendo al network, avranno a disposizione uno ‘spazio’ in cui fare sistema e go-marketing diretto: partner, aziende e individui.
I partner del progetto, che contribuiranno a realizzare eventi e che rappresentano una fetta enorme del Pil nazionale, faranno parte di un network 100% italiano che, unendo le loro forze, creerà un’unica grande squadra con l’obiettivo di rimettere in piedi l’indotto economico del settore senza che vengano richiesti sforzi economici ma stimolando anzi al continuo reinvestimento. I partner del network saranno dunque strutture ricettive, ristoranti, eccellenze locali e fornitori di servizi per eventi i quali, attraverso la donazione di token individuali destinati ai partecipanti dell’evento, avranno la possibilità di acquisirli come potenziali clienti. Potranno scegliere anche di reinvestire una piccola parte del ricavato in eventi futuri per fare in modo che il flusso della filiera non si fermi. Ci saranno poi le aziende che decideranno di realizzare un ‘Building bridge’ armonizzando così gli obiettivi aziendali con quelli sociali e territoriali, comunicando e trasferendo fiducia ai loro dipendenti.
Elemento fondamentale di questo progetto è proprio la social responsibility. Nascerà una società benefit dedicata che aprirà all’azienda un ‘Building account’, un conto dove farà confluire una percentuale del costo dell’evento. Anche l’azienda e i fornitori coinvolti potranno decidere di destinare una quota per aumentare il valore del ‘Building account’. Il ‘Building account’ di ogni cliente verrà utilizzato per finanziare un evento di social responsibility, andando ad incentivare la parte della filiera più colpita. Ogni azienda potrà infatti decidere di sostenere, tramite l’organizzazione di un’experience, di un team building solidale, di una visita o di qualsiasi altra tipologia di evento, una tra le varie realtà e cause solidali, sociali e sostenibili inserite nel ‘Building Future Portfolio’ proposte da ‘Eventi in Azione’.
“Stanno già aderendo molte aziende e fornitori al nostro progetto e questa è la dimostrazione che in Italia c’è una grande forza e una forte consapevolezza che bisogna arrivare preparati al nuovo inizio”, conclude Manuela Ronchi.
E nascono i ‘Virtual bridge’: eventi virtuali ingaggianti, interattivi e coinvolgenti in grado di integrare in un’unica soluzione molteplici strumenti pensati e realizzati ad hoc in base alle esigenze specifiche di ciascun cliente. Gli step, l’interazione tra relatori e pubblico e l’engagement sono quelli di sempre. Sono però diversi gli strumenti e, soprattutto, una maggiore potenza comunicativa, garantita dalla replicabilità dei contenuti anche in momenti successivi. I virtual bridge non si esauriscono infatti nello spazio virtuale. Numerose saranno le possibilità di coinvolgimento dell’utente durante e post evento. Tra i tanti strumenti ad esempio, tramite il podcast sarà possibile avere un contenuto fruibile in ogni momento, con una lunga coda comunicativa.

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