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Coronavirus, nel laboratorio che elabora i tamponi: “Così troviamo le varianti”

Si parte con un ormai classico tampone molecolare. In caso di positività al Sars-cov-2, si passa attraverso diverse fasi che culminano con il sequenziamento genico di quel particolare caso. Quindi, analizzando le diverse mutazioni, si risale a quale variante di Covid appartenga il virus in esame. E’ il lavoro che viene abitualmente svolto presso l’istituto di ricerca della clinica Altamedica, a Roma. “Di tutti i campioni sequenziati ultimamente, più del 90% appartengono alla variante Delta (la cosiddetta indiana, ndr). La variante Alfa (ovvero quella inglese, ndr), che fino a due mesi era predominante, è praticamente sparita”, spiega il genetista Marco Fabiani. Un processo che attualmente richiede almeno due giorni di lavoro e un ingente investimento di risorse. Per questo i ricercatori del centro hanno messo a punto una metodologia alternativa che va a ricercare solamente i tratti distintivi delle varianti già conosciute. “In questo modo abbattiamo i tempi di analisi da due giorni a poco più di due ore – aggiunge Fabiani -. Pensiamo che sia particolarmente utile nelle fasi di tracking delle varianti. E’ inutile avere i dati dopo dieci giorni perché per limitarne la circolazione è bene averli il prima possibile”.

Di Francesco Giovannetti



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