Coronavirus nel mondo, il Regno Unito alza l’allerta da 3 a 4: raddoppiati in un giorno i casi di Omicron

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La pandemia da Covid-19 ha causato complessivamente almeno 5.301.408 morti nel mondo a partire dal dicembre 2019. I contagi accertati sono stati più di 269.728.230

Gran Bretagna sempre più preoccupata

Il Regno Unito ha alzato il livello di allerta Covid da 3 a 4, “alla luce del rapido aumento dei casi della variante Omicron”. Lo riferisce il Guardian. Il premier britannico, Boris Johnson, terrà un discorso televisivo alla nazione alle 21 ora italiana. Johnson parlerà delle terze dosi di vaccino, mentre cresce la preoccupazione per la variante Omicron, molto contagiosa e segnalata nelle ultime 24 ore in 1.239 casi di contagio, quasi il doppio dei 633 registrati il giorno prima.

Brasile, vietato l’ingresso ai non vaccinati

Un giudice della Corte Suprema del Brasile ha decretato che chiunque entri nel Paese dall’estero dovrà mostrare un certificato di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19: una decisione, presa alla luce della minaccia rappresentata dalla variante Omicron, che diventa vincolante e che ribalta le precedenti regole dell’agenzia sanitaria nazionale che richiedevano solo un tampone molecolare negativo ai visitatori. Il giudice Jorge Luis Roberto Barroso ha fatto tuttavia un’eccezione per i visitatori provenienti da quei Paesi dove per forza maggiore non è stato possibile vaccinare la maggioranza della popolazione, ai quali è richiesta una quarantena obbligatoria di almeno cinque giorni.

Austria: lockdown finito solo per i vaccinati

L’Austria ha posto fine alle restrizioni imposte tre settimane fa anche alle persone vaccinate in gran parte del Paese per combattere un nuovo aumento delle infezioni da coronavirus, a fronte del ritorno a un trend epidemico in calo. Lo riferisce il Guardian, precisando che i non vaccinati continueranno ad essere sottoposti a un severo lockdown. Le nuove norme, che variano a seconda della Regione, hanno consentito, in alcune aree, la riapertura, da oggi, di teatri, musei e altri luoghi culturali e di intrattenimento, e i negozi seguiranno da domani. In alcune regioni riaprono ristoranti e hotel mentre altre aspetteranno fino a fine mese. In tutti i casi, resterà ovunque il coprifuoco dalle 23 per i ristoranti e le mascherine saranno ancora obbligatorie sui mezzi pubblici e all’interno dei negozi e degli spazi pubblici. Il cancelliere Karl Nehammer la scorsa settimana ha definito la mossa un'”apertura con la cintura di sicurezza”, dando a ciascuna delle nove regioni austriache la possibilità di allentare o rafforzare le restrizioni in base alla situazione locale. Le persone non vaccinate saranno comunque soggette a un lockdown rigido, costretti a rimanere a casa tranne che per fare la spesa, andare dal medico o fare esercizio fisico nei pressi dell’abitazione. Rispetto alla reintroduzione del lockdown, il numero di nuovi casi in Austria è sceso drasticamente: venerdì, il Paese ha registrato 367,5 nuovi contagi ogni 100.000 abitanti, in calo di quasi due terzi rispetto ai 1.102,4 del primo giorno di novembre.

Vienna, proteste contro obbligo vaccinale e Green Pass

Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi a Vienna contro l’obbligo a vaccinarsi contro il Covid e contro il lockdown per i non vaccinati. La polizia, riferisce il Guardian, ha stimato in 44.000 i partecipanti alla dimostrazione, l’ennesima da quando l’Austria, primo paese nell’Ue, ha annunciato l’obbligo vaccinale. Un lockdown parziale in vigore dal mese scorso finirà domani sera per chi è vaccinato, ma non per chi non lo è. “No al fascismo del vaccino”, recitava un cartello portato dai manifestanti, mentre su un altro si leggeva “Non sono un neonazista o un hooligan, combatto per la libertà e contro il vaccino”. Il governo austriaco ha stabilito che da febbraio il vaccino diventerà obbligatorio per tutti i cittadini al di sopra dei 14 anni, con l’eccezione di chi non può vaccinarsi per motivi di salute.

Inghilterra, via libera a prenotazioni terza dose agli over 30

In Inghilterra tutte le persone con 30 o più anni da domani potranno prenotare la terza dose di vaccino contro il Covid-19 presso il servizio prenotazioni dell’Nhs, il servizio sanitario pubblico, purché siano trascorsi due mesi dalla seconda dose, in modo da ricevere il booster trascorsi  almeno 91 giorni da essa. Un’accelerazione impressa dai timori legati all’aumento vertiginoso dei contagi da variante Omicron nel Regno Unito, specialmente in Inghilterra.

Bosnia, stazioni sciistiche aperte e affollate con poche restrizioni

Mentre la maggior parte delle nazioni europee impone nuove restrizioni per frenare la variante dell’omicron, la Bosnia sta adottando un approccio relativamente morbido di fronte all’impennata delle infezioni da Covid-19 nella regione: una tattica che sta deliziando l’industria del turismo invernale della nazione balcanica. La scorsa settimana, migliaia di sciatori hanno allegramente fatto slalom attraverso la neve fresca sui pendii montuosi della Bosnia dopo l’inizio ufficiale della stagione invernale del 4 dicembre. Anche la maggior parte delle stazioni sciistiche dei Balcani è aperta, ma con limiti di capacità molto più severi. Sulle montagne Jahorina e Bjelasnica vicino a Sarajevo, che ospitarono le Olimpiadi invernali del 1984, lunghe e fitte code si sono formate agli impianti di risalita mentre gli ospiti locali e internazionali si sono riuniti nei caffè sia all’interno che all’esterno, e in molti non hanno rinunciato a godersi un affollato concerto notturno.

Israele, studio: protezione sigificativa con booster Pfizer

Due dosi di vaccino Pfizer dopo 5 o 6 mesi non danno “alcuna protezione” contro la variante Omicron, mentre il booster offre una protezione “significativa” contro la malattia grave, anche se “4 volte meno” di quella offerta nei confronti della Delta. Lo ha annunciato in una conferenza stampa la professoressa Gili Regev Yochay dello Sheba Medical Center di Tel Aviv al termine di uno studio condotto su due gruppi di sanitari della struttura: uno vaccinato con due dosi, l’altro con il booster.

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