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Coronavirus nel mondo: negli Usa per i vaccinati niente mascherine né distanziamento sociale

La Republica News
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Ha superato quota 160 milioni il numero di contagi da Covid-19 registrati in tutto il mondo da inizio pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 3,32 milioni. Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal nuovo coronavirus restano gli Stati Uniti, con 32,8 milioni di casi e 583.650 morti. Seguono l’India e il Brasile.

Usa, per i vaccinati niente mascherina gli Stati

Negli Stati Uniti le persone vacinate non dovranno più indossare le mascherine o rispettare il distanziamento sociale, all’aperto e al chiuso. Lo prevedono le nuove linee guida dei Centers for Disease and Prevention, Cdc, segnalando una svolta nella lotta contro il coronavirus.
Attualmente oltre il 35% degli americani è pienamente vaccinato.

Studio di Oxford: rischio effetti collaterali con mix vaccini

Uno studio condotto dall’università di Oxford indica che ci sono maggiori probabilità di riscontrare effetti collaterali lievi e moderati negli adulti dopo la somministrazione di un mix dei vaccini AstraZeneca e Pfizer contro il Covid-19. Brividi, mal di testa e dolori muscolari, gli effetti collaterali riportati più di frequente in seguito alla combinazione di dosi dei diversi vaccini. Le reazioni avverse sono state di breve durata, e non sono stati segnalati altri problemi più gravi. “E’ una scoperta davvero interessante e inaspettata”, ha dichiarato il professor Matthew Snape, dell’Oxford Vaccine Group. Lo studio è stato lanciato a febbraio. Tra gli obiettivi dichiarati, verificare se la somministrazione di un vaccino diverso per la seconda dose potesse condurre a un’immunità piu’ duratura, a una migliore protezione contro nuove varianti o semplicemente consentire alle cliniche di scambiare i vaccini escludendo effetti negativi qualora si verifichi una interruzione delle forniture. 

Biden: “Oltre la metà degli adulti ha ricevuto almeno una dose”

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato che “oltre la metà degli adulti ha ricevuto almeno una dose” di vaccino contro il Covid-19. “Entro la prossima settimana dovremmo arrivare al 60 per cento”, ha aggiunto il capo dello Stato parlando alla Casa Bianca, evidenziando “i forti progressi” nella campagna di immunizzazione. “Domani supereremo i 250 milioni di dosi di vaccino somministrate da quando siamo in carica. È un risultato davvero notevole per la nazione”, scrive su Twitter.

In Usa 28 casi di trombosi legati al vaccino Johnson&Johnson

La somministrazione del vaccino Johnson&Johnson, che lo scorso 13 aprile era stata temporaneamente sospesa dalla Fda statunitense, è legata a 28 casi di trombosi e tre persone potrebbero essere decedute per questo motivo. Lo affermano gli esperti dei Cdc, la massima autorità sanitaria negli Usa, spiegando che l’età media dei pazienti colpiti è di 40 anni. In particolare le indagini mostrano come i pazienti che hanno subito un coagulo del sangue hanno un’età compresa tra i 18 e i 59 anni. Le donne tra i 30 e i 39 anni sarebbero il gruppo più a rischio.

Cuba lancia due vaccini, via ai test sulla popolazione

Di fronte a un aumento dei casi di coronavirus, Cuba questa settimana ha iniziato a immunizzare i membri del pubblico, utilizzando due vaccini prodotti localmente che devono ancora completare i test clinici. L’isola di 11,2 milioni di abitanti ha registrato ieri 1.207 nuovi casi giornalieri  – quasi un record – mentre gli abitanti dell’Avana e di altre province hanno ricevuto la loro prima dose di Abdala, uno dei due vaccini candidati in fase 2 di sperimentazione. Il lancio è iniziato con la benedizione del ministero della salute, mentre le autorità guardano l’approvazione ufficiale dei vaccini Abdala e Soberana 2 da parte dell’autorità farmaceutica di Cuba entro giugno. Lo stato comunista, che ha dichiarato di voler vaccinare tutti gli abitanti quest’anno, è stato relativamente indenne dalla pandemia Covid-19, con oltre 119.000 casi segnalati e 768 morti fino ad oggi. Sotto le sanzioni americane, Cuba ha una lunga tradizione di fabbricazione dei propri vaccini, che risale agli anni ’80. Quasi l’80% dei suoi vaccini è prodotto localmente, e Cuba sta lavorando su cinque vaccini candidati al coronavirus. Se uno di loro ottiene il via libera, sarà il primo vaccino contro il coronavirus sviluppato in America Latina. Cuba non ha comprato o cercato vaccini contro il coronavirus da altre parti. A marzo, il paese ha iniziato a vaccinare gli operatori sanitari con Abdala e Soberana 2.

Il virus corre in Argentina: superati i 3,2 milioni di casi

L’Argentina ha riportato 24.475 nuovi casi di coronavirus, portando il numero totale di positivi oltre i 3,2 milioni, mentre il numero di morti è salito a 68.807, dopo che 496 decessi sono stati segnalati nelle ultime 24 ore. L’Argentina ha registrato un record giornaliero di casi positivi il 16 aprile, con 29.472 infezioni, e un massimo giornaliero di decessi il 5 maggio, con 663 morti. Da un mese il paese sudamericano sta vivendo un aumento vertiginoso del numero di casi, con un crescente livello di occupazione dei letti nelle unità di terapia intensiva. Di fronte a questo scenario, il governo di Alberto Fernandez ha esteso fino al 21 maggio maggiori restrizioni nella zona di Buenos Aires e la sua periferia, la zona più popolata dell’Argentina, dove si registra la maggior parte dei casi. Mentre affronta l’assalto della seconda ondata di covid-19, l’Argentina, con una popolazione di circa 45 milioni, continua la sua campagna di vaccinazione iniziata a fine dicembre. Secondo le cifre ufficiali, finora sono state somministrate 9.495.304 dosi. Un totale di 7.897.327 persone ha ricevuto la prima dose del vaccino, mentre 1.597.977 persone sono state già inoculate con la seconda dose.



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