Coronavirus nel mondo: primo caso in Giappone

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La variante Omicron del coronavirus sequenziata per la prima volta in Sudafrica ha spinto diversi Paesi nel mondo a prendere contromisure, come la restrizione ai viaggi e le limitazioni alla vita sociale, per tentare di evitare una nuova ondata della pandemia. Non si hanno ancora dati certi sulla contagiosità e la pericolosità della variante: le informazioni arrivate finora dai medici che hanno avuto in cura i primi pazienti, cosi come dagli specialisti che per prima hanno individuato la nuova variante, parlano di sintomi lievi nei pazienti vaccinati. 

Primo caso in Giappone 

Primo caso di variante Omicron confermato in Giappone. Lo riporta l’agenzia Kyodo citando una fonte governativa secondo cui si tratta di un diplomatico trentenne della Namibia risultato positivo al test per il coronavirus all’arrivo domenica all’aeroporto di Narita.

L’immunologo Paul Offit: “I vaccini ci difenderanno anche dalla Omicron. Il virus diventerà come un raffreddore ma ci vorranno anni”

Negli Usa booster per tutti, dai 18 anni

Il Centers for Disease Control and Prevention americano ha raccomandato che che la terza dose di richiamo del vaccino venga fatta a tutti, dai 18 anni in su. “Il Cdc sta rafforzando la sua raccomandazione sulle dosi di richiamo del vaccino Covid19. Tutti i maggiori di 18 anni dovrebbero ricevere un’iniezione di richiamo 6 mesi dopo la loro serie iniziale Pfizer o Moderna o 2 mesi dopo il vaccino iniziale J&J”.

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