Coronavirus nel mondo superati i 58 milioni di casi. Gb Johnson pronto a confermare fine lockdown. Medici svizzeri esortano pazienti a rischio a decisioni su fine vita

Coronavirus nel mondo: superati i 58 milioni di casi. Gb, Johnson pronto a confermare fine lockdown. Medici svizzeri esortano pazienti a rischio a decisioni su fine vita

La Republica News
Pubblicità

Hanno superato quota 58 milioni i contagi di Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono oltre 1,37 milioni. I più colpiti sono gli Stati Uniti, con più di 12 milioni di casi e quasi 256mila morti. Seguono l’India e il Brasile.
Usa, Fda: ok a terapia anticorpi utilizzata da Trump
Le autorità statunitensi hanno deciso di concedere l’autorizzazione d’emergenza al cocktail di anticorpi di Regeneron per il Covid-19. Il trattamento è stato somministrato al presidente Donald Trump ed è il secondo di questo tipo a essere approvato dalla Food and Drug Administration, che lo scorso 9 novembre ha autorizzato il farmaco simile della Ely Lilly.

Desametasone e Remdesivir, il cocktail di farmaci per curare Trump
di GABRIELLA COLARUSSO 05 Ottobre 2020

Gb, Johnson pronto a confermare fine lockdown
Il primo ministro britannico Boris Johnson è pronto a confermare come previsto che il lockdown terminerà il 2 dicembre e ad annunciare un ritorno alle restrizioni regionali visto le statistiche sui contagi mostrano che le infezioni da coronavirus si sono stabilizzate. L’ufficio di Johnson ha spiegato ieri che il governo prevede di tornare a utilizzare un sistema a tre livelli di restrizioni localizzate in Inghilterra, con misure diverse in base alla gravità dei loro focolai. Il governo ha messo l’Inghilterra in lockdown il 5 novembre. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe discutere i piani domenica e il primo ministro potrebbe fornire al Parlamento i dettagli ufficiali lunedì.

Trump, Johnson, Bolsonaro e Lukashenko: i capi di Stato da scettici a positivi al coronavirus
02 Ottobre 2020

Svizzera, medici esortano pazienti a rischio a decisioni su fine vita
I medici svizzeri hanno esortato le persone più vulnerabili alle complicazioni del Covid-19 a registrare in anticipo i propri desideri per le cure di fine vita in modo da aiutare ad alleviare la pressione sulle unità di terapia intensiva. Questo ha attirato le critiche, come spiega, Reuters, di Pro Senectute Schweiz, un’organizzazione che si occupa dei diritti degli anziani, secondo cui l’appello dei medici è stato prematuro ed eccessivo. I dottori insistono sul fatto che tali decisioni da parte dei pazienti sono necessari più che mai in questa realtà straziante di pandemia. I sistemi sanitari sono alle prese con tassi di infezione in aumento, i medici lavorano con risorse e spazio limitati nelle unità di terapia intensiva e si trovano di fronte dilemmi angosciosi anche su questioni etiche per quanto riguarda il trattamento dei pazienti con Covid-19. La Svizzera sta esaurendo i letti di terapia intensiva, la Società Svizzera di Medicina di Terapia Intensiva (Sgi) ha definito questa settimana “particolarmente a rischio” rivolgendo l’appello a mettere per iscritto le proprie decisioni soprattutto a persone sopra i 60 anni, o con condizioni di salute precarie come malattie cardiache e diabete. “Questo sosterrà i vostri parenti ma anche i team nelle unità di terapia intensiva, poiché i medici potranno prendere decisioni in modo che il trattamento sia applicato nel miglior modo possibile e secondo i desideri del singolo paziente”, ha detto Sgi in una dichiarazione.

Coronavirus in Svizzera, terapie intensive quasi al limite. “Abbiamo ancora delle riserve ma la situazione è critica”
di Franco Zantonelli 18 Novembre 2020

Francia, Macron: “Martedì annuncerò allentamenti”
Non “un ritorno a giorni felici” ma un “allentamento progressivo delle restrizioni” il che non significa la fine del lockdown ma una prima riapertura in alcuni settori economici e sociali. Emmanuel Macron anticipa in un colloquio a Le Journal de Dimanche il cuore del suo discorso previsto per martedì alle 20. Di certo, precisa Jdd, non userà l’espressione “ritorno a giorni felici” come fece al termine del primo lockdown ad aprile, ma indicherà la strada per i prossimi tempi, a partire da una graduale riapertura di esercizi commerciali, probabilmente da settimana prossima, e dei luoghi di culto, come indicato dall’Eliseo e riportato dal media francese. “Niente è peggio dell’incertezza e l’impressione di una tristezza senza fine”, ha detto Macron.
Guatemala, proteste per economia piegata dal virus: incendiato il parlamento
Centinaia di manifestanti hanno dato alle fiamme un’ala del parlamento per chiedere le dimissioni del presidente conservatore Alejandro Giammattei, dopo l’approvazione di una legge finanziaria che ha suscitato indignazione nel Paese centro-americano in cui il 60% della popolazione vive in povertà. Nel mirino delle proteste ci sono mancanza di risorse per combattere l’epidemia di coronavirus e la rabbia per la legge finanziaria record da 13 miliardi di dollari approvata dal Congresso, dominato dai conservatori, che stanzia fondi soprattutto per le infrastrutture legate alle grandi imprese senza misure per contrastare la povertà. In un tweet, il 64enne Giammattei ha denunciato l’attacco al Congresso e ha minacciato ripercussioni legali: “Chiunque si dimostri che abbia partecipato a questi atti criminali sentirà la piena forza della legge”.

Reitero que se tiene el derecho de manifestar conforme la ley. Pero tampoco podemos permitir que se vandalice con la propiedad pública o privada. Al que se le compruebe su participación en estos hechos delictivos les caerá todo el peso de la ley.
— Alejandro Giammattei (@DrGiammattei) November 21, 2020



Go to Source