Coronavirus nel mondo: Sydney torna in lockdown a causa della variante Delta

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Sydney in lockdown per due settimane a causa della variante Delta

Tutta Sydney e i suoi sobborghi sono confinati per due settimane a causa della progressione della variante Delta di Covid-19, altamente contagiosa. Lo ha annunciato il governo dello stato del New South Wales. Il confinamento, già in vigore dalla mezzanotte di venerdì in quattro quartieri della città, si applicherà dalle 18 di oggi a tutta la metropoli, la più grande d’Australia, come ha spiegato la Primo Ministro dello Stato, Gladys Berejiklian. Nel Paese, che finora ha contenuto piuttosto bene la diffusione del Covid-19, questa settimana sono risultate positive oltre 80 persone, tutte legate a un autista che stava guidando gli equipaggi delle compagnie aeree dall’aeroporto di Sydney alla quarantena in hotel. “La variante Delta si sta rivelando un nemico particolarmente formidabile”, ha detto ai giornalisti il ??ministro della Sanità dello Stato Brad Hazzard. “Qualunque siano le misure difensive adottate, il virus sembra sapere come contrattaccare”, ha aggiunto.

Spagna, da oggi niente più obbligo di mascherina all’aperto

Da oggi niente obbligo di mascherine all’aperto in Spagna. L’ordinanza del Ministero della Salute che elimina l’obbligo di indossare i dispositivi sulle strade pubbliche e negli spazi esterni è entrata in vigore a mezzanotte. Viene comunque mantenuto l’uso obbligatorio della mascherina all’aperto quando ci sono assembramenti e non si può mantenere una distanza minima di 1,5 metri tra le persone, eccetto i casi di gruppi che vivono insieme. Inoltre, è ancora obbligatorio indossare i dispositivi sui trasporti pubblici, stazioni e le funivie, così come nei veicoli con un massimo di nove posti, compreso il conducente, sempre che non appartengano alla stessa famiglia. Nel caso dei passeggeri di navi e imbarcazioni, non sarà necessario usare i dispositivi quando si è in cabina, o negli spazi esterni della nave quando si può mantenere la distanza di sicurezza di 1,5 metri. L’ordinanza regola anche l’uso di mascherine in occasione di eventi di massa all’aperto, rendendole obbligatorie quando i partecipanti sono in piedi o anche seduti, laddove non sia mantenuta la giusta distanza.

In Tunisia la pandemia accelera, anche il premier è positivo

Continua a preoccupare la situazione sanitaria in Tunisia, dove anche il premier Hichem Mechichi – nonostante abbia ricevuto due dosi di vaccino anti Covid – è risultato positivo ad uno test di routine. Mechichi, ha annunciato la presidenza, lavorerà da casa. Secondo il settimanale Leaders, tra l’altro, il premier aveva in programma una visita in Italia ai primi di luglio. Secondo i dati forniti dal ministero della Sanità, il 24 giugno sono stati 3.467 i nuovi casi confermati su 9.898 test effettuati e 83 i decessi, con un tasso di positività del 35,03%. Tassi di contagio particolarmente alti in alcune regioni, che hanno costretto il governo domenica scorsa a decretare il lockdown generale in quattro governatorati del Paese (Kairouan, Siliana, Zaghouan e Beja)  e ieri ad annunciare nuove misure restrittive valide sino all’11 luglio e modulate a seconda del numero di contagi per 100 mila abitanti.
La linea dell’esecutivo è quella di decretare misure di chiusura progressiva ove si superino i 200/300/400 casi per ogni 100.000 abitanti. La Tunisia ha registrato dall’inizio della pandemia 398.829 infezioni e 14.489 decessi. Ad allarmare le autorità, oltre alla scoperta di alcuni casi di variante Delta e di una brasiliana, il numero dei ricoveri perché ospedali pubblici e cliniche private sono vicini al limite delle loro capacità. La campagna di vaccinazione nazionale, cominciata il 13 marzo scorso, procede piuttosto a rilento: finora hanno ricevuto almeno una dose di vaccino 1.685.739 persone e 461.754 anche la seconda, su circa 12 milioni di abitanti.

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