Coronavirus percorso ad ostacoli per pazienti malattie infiammatorie croniche

Coronavirus: percorso ad ostacoli per pazienti malattie infiammatorie croniche

Libero Quotidiano News
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15 dicembre 2020

Roma, 15 dic. (Adnkronos Salute) – Visite saltate, diagnosi rimandate, contatti più difficili con i centri di riferimento, complicazioni nell’accesso ai farmaci, isolamento. Problemi che nella prima e nella seconda ondata pandemica hanno ulteriormente complicato la vita delle persone che convivono psoriasi, artrite psoriasica e l’artrite reumatoide. Patologie infiammatorie croniche al centro della campagna ‘Passione Accesa’, che racconta il percorso che affrontano ogni giorno i pazienti in parallelo con l’impegno degli atleti gli olimpionici Antonella Canevaro, Vanessa Ferrari e Massimiliano Rosolino. L’intreccio di queste storie – di cui si è parlato oggi in un webinar per la presentazione della campagna sostenuta da Amgen Italia – proseguirà fino ad agosto 2021, attraverso il canale Instagram @AmgenPassioneepersone, il sito www.passioneaccesa.it e i canali Instagram degli atleti
“Con il blocco delle prestazioni ad inizio pandemia – ha spiegato Antonella Celano, presidente dell’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmar) – si sono perse, in generale, 18 milioni di prestazioni prenotate, che non sono state recuperate. Diagnosi precoci da confermare sono saltate insieme agli appuntamenti e mai riperse. Abbiamo avuto difficoltà di tutti i generi. E abbiamo sofferto un’incredibile solitudine e continuiamo a soffrirne. E’ quasi un ‘cahier de doléance’. Possiamo però dire che le associazioni si sono mosse tanto per venire incontro alle necessità dei pazienti”.
Per Silvia Tonolo, presidente Anmar, Associazione nazionale malati reumatici, “c’è stato sicuramente un problema di organizzazione sanitaria che è mancata nel tempo nonostante i nostri appelli. I problemi c’erano già in tempi pre -Covid. La pandemia li ha amplificati. Noi ribadiamo che non esiste solo il Covid. E il costo delle cure mancate e delle diagnosi precoci non fatte lo vedremo tra qualche tempo. E sarà alto”.
Per quanto riguarda la psoriasi, “la recente pandemia Covid – ha spiegato Francesco Cusano presidente, Associazione dermatologi Venereologi ospedalieri italiani (Adoi) – ha sicuramente messo ulteriormente alla prova i pazienti: la prima fase ha infatti aperto molti quesiti sull’opportunità di proseguire i trattamenti già in atto in uno scenario senza precedenti, incertezza accresciuta dalla difficoltà di contatto con le strutture specialistiche di riferimento, vuoi per la sospensione in molte aree delle attività assistenziali specifiche vuoi per la ricollocazione delle figure professionali di riferimento ad altre mansioni”.
Mentre, ha affermato, Angelo De Cata, del Collegio reumatologi italiani (Crei) “le persone affette da patologie artritiche, come l’artrite psoriasica e l’artrite reumatoide, hanno certamente subito il periodo Covid per una serie di motivi che vanno dalla difficoltà, in alcuni casi, di reperire farmaci per il mancato rinnovo dei piani terapeutici, alla difficoltà di condividere con il reumatologo momenti di acuzie cliniche o addirittura l’esordio della patologia articolare stessa con evidenti risvolti clinici sfavorevoli. Il tutto per la difficoltà delle strutture ospedaliere e territoriali di intercettare le richieste di assistenza per la netta riduzione o, a volte, sospensione delle attività assistenziali specialistiche volte ad affrontare la fase acuta del problema Covid”.



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