Coronavirus, prima vittima da Omicron in Regno Unito. Neozelandese si fa fare 10 dosi al posto dei no vax

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La pandemia da Covid-19 ha causato complessivamente almeno 5.305.991 morti nel mondo a partire dal dicembre 2019. I contagi accertati sono stati più di 270.155.054

Omicron, prima vittima nel Regno Unito

Arriva la prima vittima di Omicron nel Regno Unito. Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato che almeno un paziente affetto dalla nuova variante è deceduto nel Regno Unito. Lo riferisce la Press Association. Il premier lo ha detto durante una visita al centro vaccinale vicino Paddington, nella zona ovest di Londra.
“Purtroppo sì, Omicron sta portando a ricoveri e purtroppo è stato confermato che almeno un paziente è morto con questa variante”, ha confermato il capo di Downing Street.  Vengono segnalati da parte di molti utenti lunghe attese, ritardi e disagi tecnici a fronte di un intasamento del sito dell’Nhs, il servizio sanitario britannico, dedicato alla prenotazione delle terze dosi o ‘booster’ del vaccino anti-Covid. L’appello lanciato ieri sera alla nazione da Johnson per accelerare al massimo la campagna di profilassi nazionale contro la diffusione della variante Omicron è stato visto da milioni di spettatori e ha quindi avuto grande effetto sulla popolazione del Regno Unito.

Da Omicron il 40% dei nuovi contagi a Londra

Circa il 40% dei nuovi contagi di Covid registrati a Londra è causato dalla variante Omicron. Lo ha detto il ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, preoccupato dall’aumento esponenziale dei casi, che tendono a raddoppiare nel giro di due-tre giorni. Con questi ritmi la Omicron è destinata a superare in tempi rapidi la Delta, diventando così dominante.

Neozelandese si fa 10 dosi di vaccino al posto dei no vax

Un cittadino neozelandese si è fatto inoculare 10 dosi del vaccino contro il Covid-19 in un giorno assumendo dietro compenso l’identità di altre persone che volevano evitare le restrizioni per i non vaccinati senza sottoporsi all’immunizzazione. Lo riferisce la testata neozelandese ‘Stuff‘. I centri vaccinali neozelandesi non chiedono i documenti a chi si presenta per ricevere il farmaco e si limitano a domandare un’autodichiarazione, il che rende possibile il raggiro. Il ministero della Salute ha aperto un’inchiesta sulla vicenda, assicurando di prendere il caso “estremamente sul serio”, e non ha rivelato l’identità del sospetto nè la sua residenza.
 

Brasile, 617mila i morti da inizio pandemia

 Il Brasile ha raggiunto poco meno di 617 mila morti per coronavirus dall’inizio della pandemia, secondo le informazioni diffuse da 17 dei 27 Stati del Paese.
Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 82 decessi, portando a 616.941 il dato accumulato finora, con una media di 181 casi nell’ultima settimana. Allo stesso tempo, ci sono stati 1.686 nuovi contagi da Covid-19, che hanno portato il numero totale a 22.187.349. Dal 17 gennaio, quando è iniziata la campagna di vaccinazione, 139,3 milioni di brasiliani, pari al 65,3% della popolazione, hanno ricevuto due dosi di AstraZeneca, Pfizer e CoronaVac, o l’unica di Johnson&Johnson.
Sono invece 159,8 milioni le persone cui è stata inoculata almeno una dose, pari al 74,9% della popolazione totale, riporta oggi il quotidiano O Globo.

Dalla Ue 35 milioni per vaccini ai Paesi dell’Est

La Commissione europea rafforzerà la sua “diplomazia dei vaccini” nel vicinato orientale con 35 milioni di euro per acquistare e fornire dosi contro il Covid ad Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina. La prima consegna sarà di 400 mila dosi Pfizer-BionTech donati dal Portogallo all’Armenia attraverso un sistema in cui la Polonia e la polacca Bank Gospodarstwa Krajowego svolgeranno un ruolo centrale, ha annunciato il commissario europeo per il vicinato e l’allargamento, l’ungherese Oliver Varhelyi. “Saremo in grado di fornire più vaccini ai nostri partner orientali, in modo più rapido ed economico”, ha affermato il commissario, che ha sottolineato che nei Paesi destinatari il tasso medio di vaccinazione è fermo al 28%.

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