Coronavirus sindacati medici base e pediatri in stato dagitazione

Coronavirus, sindacati medici base e pediatri in stato d’agitazione

Libero Quotidiano News
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17 novembre 2020

Roma, 17 nov. (Adnkronos Salute) – “Siamo davanti ad una tragedia che sta investendo i cittadini e il mondo delle professioni mediche.
“I medici di medicina generale stanno continuando a svolgere, in piena pandemia, la loro l’attività ordinaria – sottolineano le sigle sindacali in una nota congiunta – tra mille difficoltà, considerando la contrazione dei servizi specialistici, ormai tutti shiftati verso la cura di Covid, nei confronti dell’utenza. Oltre all’attività ordinaria che consiste nel curare pazienti neoplastici, diabetici, oncologici, in più si occupano della presa in carico dei malati Covid che devono essere monitorati a domicilio (se ne ricovera mediamente 1 su 35) con tutte le prescrizioni relative alle disposizioni di quarantena e fine quarantena. Un carico di lavoro che sta aumento in maniera esponenziale e che non è più sostenibile”.
Non solo. “I medici sono sottoposti a turni di lavoro massacranti anche a causa di colleghi malati di Covid. Sono, infatti, più di 20mila i sanitari infettati, tra cui i medici di medicina generale, lasciati spesso senza protezioni e Dpi, con gli ambulatori scoperti per i quali a volte non si riesce a trovare sostituti; chi rimane deve svolgere il lavoro anche per altri”, incalzano i sindacati della medicina generale e della pediatria di libera scelta.
“Finora, davanti a queste condizioni drammatiche non abbiamo visto alcun investimento strutturale per potenziare la rete territoriale della medicina generale, con l’assunzione delle Usca, con il potenziamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, con la previsione di nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici del 118 e medici penitenziari e dei pediatri di libera scelta. Chiediamo tutele per tutti i colleghi ammalati senza copertura Inail”, invocano spiegando di dichiarare lo stato di agitazione “per segnalare all’intera opinione pubblica i rischi del tracollo della medicina territoriale e conseguentemente le serie ripercussioni sulla popolazione”.



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