Corruzione Qatar, per il tribunale di Brescia: “Moglie e figlia di Panzeri si possono consegnare al Belgio”. Nella casa di Calusco d’Adda trovati 17mila euro

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La Corte d’appello di Brescia dà il via libera alla consegna della moglie e della figlia di Antonio Panzeri al Belgio. “Non appaiono sussistere cause ostative alla consegna” al Belgio, scrive infatti il giudice della Corte d’appello di Brescia Anna Dalla Libera nel provvedimento di convalida dell’arresto di Maria Dolores Colleoni e Silvia Panzeri, moglie e figlia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri, fermate venerdì nell’abitazione di famiglia a Calusco d’Adda (Bergamo) in esecuzione di un mandato di arresto europeo e poi poste ai domiciliari. Le due donne sono accusate di corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere per fatti commessi dal 1 gennaio 2021 all’8 dicembre 2022.

Alcune perquisizioni sono state effettuate fra ieri sera e oggi in abitazioni a Milano e nella Bergamasca riconducibili ad Antonio Panzeri e alla sua famiglia dalla guardia di finanzia in esecuzione di un ordine di investigazione europea nell’ambito dell’inchiesta di Bruxelles per presunte tangenti da parte di Qatar e Marocco, in cambio di una sponda politica all’Europarlamento. Contanti per una somma di 17mila euro sono stati sequestrati ieri sera dalla Guardia di Finanza nell’abitazione della famiglia Panzeri a Calusco d’Adda, in provincia di Bergamo. Nella casa al momento si trova agli arresti domiciliare la moglie di Panzeri, Maria Dolores Colleoni, destinataria insieme alla figlia Silvia di un mandato di arresto europeo. Le perquisizioni sono avvenute nell’inchiesta di Bruxelles per associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio per favorire Qatar e Marocco, che hanno portato all’arresto fra gli altri dell’ex europarlamentare, della figlia, della moglie e della vicepresidente del Parlamento Europeo Eva Kaili. Da quanto si è saputo, sono stati sequestrati anche supporti informatici e documenti.

Sono stati anche eseguiti accertamenti bancari su diversi conti riconducibili all’ex europarlamentare: il decreto di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale, a capo del dipartimento Affari internazionali, che sta lavorando in collaborazione con Eurojust, riguarda in particolare l’abitazione della famiglia Panzeri a Calusco D’Adda (Bergamo), ma anche un ufficio a Milano e l’abitazione milanese dell’arrestato Francesco Giorgi, ex collaboratore dell’ex europarlamentare dem Panzeri. Da quanto emerge sono stati sequestrati 17mila euro nell’abitazione in provincia di Bergamo, ma anche (non si sa a chi) degli orologi di lusso, oltre a supporti informatici e documenti.

Inchiesta corruzione, perquisita la casa milanese di Francesco Giorgi

Anche l’abitazione milanese di Francesco Giorgi, assistente europarlamentare e compagno della vice presidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, e’ stata perquisita ieri dalla Guardia di Finanza sulla base di un’ordine di investigazione europeo legato all’inchiesta Qatargate della Procura federale di Bruxelles. Le attivita’ dei finanzieri, su delega del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale a capo del dipartimento Affari internazionali, hanno riguardato – come gia’ emerso – anche un ufficio e la casa a Calusco d’Adda (Bergamo) di proprieta’ della famiglia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri. Nell’abitazione sono stati trovati e sequestrati 17mila euro in contanti. (AGI)Mi9/Fab

Corruzione Qatar, la Camera del Lavoro di Milano: “Sdegno per la gravità dei fatti”

La Camera del Lavoro di Milano, di cui Antonio Panzeri è stato segretario generale dal 1995 al 2003, esprime “sdegno per la gravità dei fatti denunciati” nell’inchiesta di Bruxelles sulle tangenti in Qatar. Lo si legge in una nota in cui la Cgil milanese sottolinea che “sarà compito della magistratura e dei tribunali accertare le responsabilità” degli indagati, tra cui lo stesso Panzeri. “Siamo convinti – si legge ancora – che i diritti dei lavoratori e le battaglie per la difesa, la dignità e promozione del lavoro non possono essere oggetto di scambi di qualsivoglia natura”. “La Camera del Lavoro di Milano e tutta la Cgil – conclude il sindacato – continueranno nel loro impegno a favore delle lavoratrici e dei lavoratori per la difesa dei loro diritti e per il miglioramento delle loro condizioni”.

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