Corte dei Conti: “Subito riforma fiscale”. Bonomi: “A rischio tra 700 mila e 1 milione di posti”

La Republica News

MILANO – La Corte dei Conti chiede di metter mano alla riforma fiscale quanto prima, per dar seguito alle iniziative del decreto Rilancio. Intanto le categorie più direttamente coinvolte dalla crisi del coronavirus e dai successivi lockdown – esercizi pubblici e albergatori – lamentano l’insufficienza dei provvedimenti sul tavolo. Secondo i primi (la Fipe) si rischia la chiusura di 50 mila attività, per i secondi (Confindustria alberghi e Assoturismo) la risposta è “largamente insufficiente” e il tax credit non funziona. Ancor più drastica la previsione del neo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Aspettiamo i dati i dati di fine maggio ma si parla di qualcosa tra i 700 mila e un milione di posti di lavoro che sarebbero a rischio. Poi sono bloccati per decreto ma il rischio c’è”. In un incontro di Fondazione Fiera Milano, Bonomi ha aggiunto: “In Italia si pensa che il lavoro o l’innovazione si creano per decreto. L’economia è cosa diversa. Quindi o noi liberiamo le risorse o non cresceremo come Paese. I posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti”.Coronavirus, l’Istat prevede 385 mila disoccupati in più. Italia senza fiduciaLa Corte dei Conti: accelerare riforma fiscaleNel Rapporto di coordinamento sulla Finanza pubblica del 2020, i magistrati contabili tracciano la road map delle linee di intervento urgenti, dopo il decreto Rilancio: riforma fiscale, completamento del sistema di finanziamento delle amministrazioni territoriali, individuazione di meccanismi di uscita dal mondo del lavoro certi e sostenibili, definizione di un progetto di assistenza sanitaria territoriale condiviso e su cui investire risorse adeguate, dando anche un assetto al sistema di assistenza territoriale e di solidarietà che ha accompagnato i giorni della crisi, nonchè di un piano di infrastrutturazione del paese su cui orientare le risorse sia pubbliche che private.RepDieci miliardi di tasse in meno grazie al Recovery Fund: ecco la riforma Gualtieridi ROBERTO PETRINI

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