Cospito in aula: “Mai un morto e nessuna prova contro di noi. Questo è un processo alle idee”

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“Non c’è nessuna prova che abbiamo piazzato l’ordigno a Fossano. La perizia calligrafica non è una prova ma una forzatura, una perizia calligrafica su 4 parole che già gli stessi Ris consideravano inutilizzabile perché si tratta di una ricalcatura di una calligrafia sconosciuta”.

Sono le parole di Alfredo Cospito in una dichiarazione spontanea nel corso del processo Scripta Manent che si sta tenendo a Torino con cui si dovrà stabilire la rideterminazione della pena per l’anarchico e Anna Beniamino per l’attentato alla caserma dei carabinieri del 2 giugno 2006. “La tesi surreale che è passata è che abbiamo ricalcato la nostra stessa calligrafia”, ha detto ancora Cospito prima di essere interrotto dai giudici.

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“In vent’anni di attentati di sigle anarchiche non c’è mai stato un morto. Chiaramente erano tutti attentati dimostrativi. Questo è solo un processo alle idee – ha proseguito – Gli anarchici non fanno stragi indiscriminate, non siamo lo Stato”.

Al termine delle dichiarazioni, la Corte si è ritirata in Camera di consiglio, con la sentenza che è attesa nelle prossime ore. L’accusa ha chiesto l’ergastolo e l’isolamento diurno per 12 mesi nei confronti di Cospito, detenuto a Sassari in regime di 41-bis, mentre per Anna Beniamino la richiesta è stata di 27 anni e un mese.

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