Covid 19 e limitazioni natalizie le regole per i genitori separati

Covid-19 e limitazioni natalizie: le regole per i genitori separati

La Republica News
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La ripartizione delle vacanze è sempre motivo di attrito tra i genitori litigiosi che non perdono occasione, neppure durante il Natale, per farsi dei dispetti. Quello che già è difficile, quest’anno è reso ancora più complicato dalle limitazioni agli spostamenti introdotti dalle misure di contenimento alla diffusione del Covid.19.Cerchiamo, nei limiti di una produzione normativa sovrabbondante e non sempre chiarissima, di fissare alcuni punti fermi.

Divisione dei periodi. I genitori separati -la regola vale anche per gli ex conviventi di fatto che hanno un figlio minorenne- possono liberamente concordare tra i loro i giorni in cui il figlio sarà presso il papà o presso la mamma; in mancanza di accordo vale quello che è stabilito nel provvedimento del Giudice. Un genitore non ha alcun diritto di impedire la normale frequentazione con l’altro, invocando la pandemia; chi ha delle recriminazioni da fare, dovrà rivolgersi al Tribunale che, però, dovrebbe intervenire solo in casi in cui sia effettivamente e concretamente in pericolo la salute del figlio. Impedire a un genitore di tenere con sé il figlio nei tempi fissati dal Tribunale è vietato anche in tempo di pandemia.Spostamenti tra Comuni. Se papà e mamma vivono in Comuni differenti non si pone alcun problema, neppure per le giornate del 25, 26 dicembre e 1°gennaio. Andare a prendere o riportare il figlio rientra, come indicato nelle FAQ governative, nelle situazioni di necessità che legittimano gli spostamenti tra diversi Comuni. Attenzione però: la deroga vale per spostarsi da una casa all’altra ma non per andare a prendere il figlio dalla casa di un genitore il 25 mattina e portarlo a casa dei nonni, se questi risiedono in un Comune diverso da quello del genitore e men che meno per andare nelle seconde case.Spostamenti tra Regioni. La situazione si complica se papà e mamma stanno in due Regioni differenti. Il DPCM 3 dicembre 2020 non brilla per chiarezza e le FAQ governative non aiutano perché ammettono esplicitamente la deroga al divieto di spostamento solo in casi di abitazioni poste in due differenti Comuni. Un’interpretazione sensata delle norme –nella speranza che arrivi un chiarimento- però induce a ritenere che la deroga valga anche in questo caso.Trasferimenti temporanei. Se un genitore, profittando della situazione, dovesse trasferirsi nelle seconde case con i figli prima del 20 dicembre, dovrà comunque far ritorno presso la propria abitazione in tempo utile per permettere all’altro di tenere con sé i figli nei tempi prefissati. Le fughe improvvise giustificate dalle restrizioni governative o dal desiderio di “far respirare l’aria di montagna” al piccolo non sono ammesse.Organizzazione del tempo. Ciascun genitore è responsabile della salute del figlio quando questi è con lui. Ciò significa che l’altro non potrà mai impedire il rispetto dei tempi concordati, assumendo l’esistenza di un pericolo, perché magari il genitore ha intenzione di festeggiare il Natale con i figli e il nuovo partner, oppure con alcuni amici o perché non si pensa che non sia garantito l’uso della mascherina nelle situazioni conviviali. Il mancato rispetto delle regole sarà sicuramente sanzionato ma ciò non legittima una limitazione preventiva del rapporto genitori/figli.La speranza, in linea generale, è che i genitori, almeno quest’anno, evitino di intasare i centralini degli studi degli avvocati o le cancellerie dei Tribunali, con inutili richieste, sfruttando la sottovalutazione o sopravvalutazione della pandemia; bambini e adolescenti hanno vissuto, forse più di altri, un anno terribile; che almeno sia risparmiato loro il triste teatrino di essere usati dai genitori nelle loro personali battaglie.* Avvocato del Comitato Scientifico de Il Familiarista, portale interdisciplinare in materia di diritto di famiglia di Giuffrè Francis Lefebvre 


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