Covid-19, PQE Group crea task force di ricerca contro fake news

Libero Quotidiano News

13 luglio 2020
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Firenze, 13 lug. (askanews) – La pandemia di Covid-19 è stata anche una pandemia di fake news. Cos’è il virus Sars-Cov2? Come è stato trasmesso dall’animale all’uomo? Quali sono i pro e i contro delle terapie farmacologiche? Avere risposte esatte e verificate fa la differenza: per questo Gilda D’Incerti, ceo e fondatrice di Pqe Group, società di consulenza in ambito Qualità nel settore Life Science, ha voluto creare all’interno della comunità aziendale una task force di dipendenti per fare ricerca sull’Infodemia.
“L’idea è nata durante il lockdown quando eravamo bombardati su internet e tv di informazioni di ogni provenienza, e abbiamo cercato di capire qualcosa di quello che stavamo sentendo. In più c’era una mancanza quasi assoluta di attenzione rispetto alle cause dell’epidemia che è stata la mia domanda per iniziare il processo”.
Il Covid, aggiunge D’Incerti, “non è stato un meteorite, ma negli ultimi venti anni ci sono stati tanti episodi epidemici anche se meno diffusi”. Per questo è fondamentale non perdere la “memoria”.
“Ho avuto la sensazione di quanto può essere pericoloso dimenticare quello che è successo, non solo per le misure di contenimento come la mascherina ma devono essere adottati dei comportamenti generali di maggiore prudenza”.
Giampaolo Mazzuca, partner e rappresentante del board della Infodemic task force, racconta come è stato organizzato il lavoro.
“Abbiamo scelto 24 colleghi provenienti da Asia, Nord e Sud America ed Europa, li abbiamo divisi in sei gruppu dove c’erano sostanzialmente cinque temi principali da analizzare: tema scientifico, big data, aspetti economici e sociali, ecologia e aspetti legali amministrativi”.
La banca dati di notizie attendibili, a disposizione di tutti e scaricabili, in italiano e in inglese, dal sito della Pqe (www.pqegroup.com) è un altro risultato, spiega Thomas Carganico, responsabile comunicazione e marketing.
“Il progetto Pqe Infodemic rappresenta un vero servizio ai cittadini che non sanno come selezionare le notizie”.
Infine Marco Tordelli, uno dei ricercatori della task force, pone l’accento sul valore aggiunto del gruppo internazionale di studiosi tra Italia, Spagna, Giappone, India, Stati Uniti, Messico e Brasile.
“Confrontarsi sugli stessi temi come la data privacy con mentalità e sensibilità diverse ha fornito subito i punti di vista diversi e i contrasti”.



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