Covid, corsa al tampone, l’esperto: “Non è un lasciapassare per tutto”

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Corsa al tampone per il pranzo di Natale e per gli incontri con gli amici nei prossimi giorni fino alla fine dell’anno. Gli italiani hanno preso d’assalto farmacie e centri dove si eseguono tamponi rapidi antigenici e molecolari per poter trascorrere le feste in tranquillità e le file non diminuiscono anche in queste ore. Ma questi strumenti possono generare un falso senso di sicurezza. È questo il giudizio del professore Sergio Bernardini del Policlinico Universitario di Tor Vergata a Roma: “Testare è sempre importante. I tamponi antigenici in casi di alta carica virale funzionano bene, con una sensibilità prossima al 90%. Ma se il malato ha una bassa carica virale, la sensibilità crolla al 30-40%”, spiega il direttore del laboratorio di analisi cliniche. “Anche il molecolare, che a oggi è il miglior test disponibile, non è uno strumento perfetto. Pensare di fare un tampone per sentirsi liberi non va bene – conclude Bernardini – Il test non libera dalla responsabilità di portare la mascherina, rispettare il distanziamento ed evitare situazioni troppo affollate”.
di Francesco Giovannetti

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