Covid, De Luca contro Draghi: “Governo offensivo verso la Campania”

Pubblicità
Pubblicità

“La posizione del governo è offensiva verso la Campania. Cialtronata impugnare di notte la nostra ordinanza sulla scuola”. E’ l’accusa diretta a Mario Draghi del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

“Abbiamo avuto una posizione diversa con il governo nazionale, noi ci muovevamo anticipando misure di prevenzione, abbiamo polemizzato con il governo nazionale che a mio parere in questi tre mesi non ha fatto nulla di prevenzione: una solo cosa il green passa ma non sono state prese una serie di misure” accusa De Luca, nel corso del consueto appuntamento del venerdì su Facebook.

E sulla scuola il governatore torna ad alzare i toni: “Draghi nella sua conferenza stampa ho avuto l’impressione che volesse dimostrare che tutto va bene in Italia. Questo era l’obiettivo e mi è sembrata un scelta demagogica e inaccettabile”.

Sull’ordinanza di chiusura di scuola in presenza di materne, elementari e medie, impugnata dal governo, il presidente della Regione va giù duro: “Il Governo ha impugnato un’ordinanza della Regione Campania estremamente equilibrata e misurata. Le scuole in Campania si sono aperte tutte il 10 gennaio, tranne le elementari, le medie e le materne per una ragione di merito: essendo la fascia di età più bassa e non vaccinata in misura ampia, ci è parso ragionevole prendere due settimane di respiro per ampliare la campagna di vaccinazione e avere poi la scuola in presenza con maggiore tranquillità. Ci siamo trovati di fronte a una posizione del Governo nazionale offensiva per la Regione Campania e incomprensibile”.

 De Luca torna sul il ricorso dell’Avvocatura dello Stato contro l’ordinanza che rinviava la didattica in presenza in materne, elementari e medie fino al 29 gennaio: “Il Governo ha impugnato l’ordinanza della Regione Campania alle 22.15 di domenica sera, le scuole si aprivano il lunedì. In questo momento – ha aggiunto De Luca – abbiamo in Campania 111 comuni nei quali non si sono riaperte le scuole, abbiamo comuni e regioni che hanno prorogato l’apertura dell’anno scolastico, come la Sicilia, abbiamo Palermo e Catania nei quali i sindaci hanno fatto ordinanze non di limitazione per le elementari, ma di chiusura totale. Il Governo nazionale non ha impegnato nulla, a conferma del fatto che aveva interesse a fare solo un’operazione propagandistica lunedì per poter dire che è tutto aperto. La mia sensazione netta è che nella conferenza stampa fatta dal Governo lunedì scorso l’unico obiettivo, quello sostanziale, fosse quello di dimostrare ai cittadini italiani che in Italia va tutto bene. L’economia è aperta, cresce, le scuole si aprono, non abbiamo grandissime problematiche relative al Covid. L’obiettivo di quella conferenza stampa era semplicemente questo e, dal mio punto di vista, è stata una scelta totalmente demagogica e inaccettabile”.

E rivolgendosi al ministro Patrizio Bianchi che nei giorni scorsi aveva criticato le parole del governatore  (“bambini usati come cavie dalla politica politicante”), dice: “Caro ministro della Pubblica istruzione, noi siamo abituati a lavorare con serenità, ma non abbiamo intenzione di essere presi in giro da nessuno. Se si vuole un aiuto bisogna rispettare le istituzioni, non ci si può permettere la cialtronata di impugnare l’ordinanza della Campania di notte e di non fare poi più niente mentre abbiamo centinaia di comuni nei quali i sindaci hanno fatto ordinanze di chiusura senza che il Governo abbia impugnato niente. Ci vuole rispetto e serietà, la demagogia non serve. l ministro dell’Istruzione ha ritenuto eccessiva l’espressione ‘bambini come cavie’. Il ministro è stato informato che, quando si sono aperte le scuole, in decine di realtà avevamo bambini costretti a fare lezioni con le finestre aperte, con un freddo infernale, i cappottini addosso, le sciarpe al collo e i cappellini in testa? Così si rispettano i bambini? Dico a Draghi che in Europa una situazione del genere sarebbe uno scandalo intollerabile”.

Sempre sulla conferenza stampa di  Mario Draghi, il presidente della Regione ha aggiunto: “Ci tenevo a fare delle puntualizzazioni, non mi piaceva che il governo si presentasse con il volto dei monaci trappisti”.

De Luca si autodefinisce un “un pacifico guerriero” ma sottolinea: “Pretendo lo stesso rispetto e non ho voglia di farmi prendere per i fondelli da nessuno soprattutto se chi paga per decisioni propagandistiche sono i bimbi”. E rivolgendosi al premier afferma: “E’ bene fare un bagno di umiltà e atterrare sulla realtà vera. Basta propaganda”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source