Covid, Draghi dagli ambasciatori: “Con Omicron serve massima cautela nei prossimi mesi”

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Subito il ricordo Luca Attanasio, “ucciso brutalmente nella Repubblica Democratica del Congo con il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milàmbo, per aver fatto il loro lavoro, in un contesto difficile, come quello in cui operano molti di voi. Auspico che venga fatta luce sul loro assassinio, e che si accertino prontamente tutte le responsabilità”. Poi la lotta al Covid in questi due ultimi anni “molto difficili, per il nostro Paese e per il resto del mondo. Mi riferisco alla pandemia e alla crisi economica, che hanno colpito soprattutto i più deboli. Ma, in questi mesi, l’Italia ha dimostrato, ancora una volta, di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità”. Il premier Mario Draghi parla della pandemia, vaccini, Libia, clima e Pnrr durante la XIV conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d’Italia nel mondo. “Medici, infermieri, volontari hanno somministrato oltre 106 milioni di dosi di vaccino – uno sforzo senza precedenti nella storia recente. L’economia è in ripresa, grazie all’impegno di lavoratori e imprenditori. E l’Italia ha avuto un ruolo centrale sulla scena internazionale”, ha detto.

La pandemia non è ancora finita. E l’attenzione resta alta con la variante Omicron che spaventa l’Europa e il resto del mondo. I vaccini restano l’unica arma per fronteggiare l’emergenza, come ha ricordato Draghi: “La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l’economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità. L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano però alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi. Il contrasto alla pandemia non è una questione soltanto interna, ma un tema centrale per la politica estera”.

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